Blog di Shopify

È ora di cambiare lavoro? Esercizi e consigli per scoprirlo

Cambiare lavoro

Fino a qualche tempo fa eravamo abituati a pensare che avremmo fatto lo stesso lavoro per tutta la vita. Poi è arrivata la crisi economica e con lei un precariato più diffuso. Ma è cambiato anche il nostro modo di vedere le cose: se prima avere il posto fisso era il massimo a cui aspirare, oggi molti di noi sentono una forte spinta a cambiare lavoro, spesso dovuta alla ricerca di senso e di realizzazione.

Certo, qualsiasi sia la ragione che ci muove, non è mai facile decidere di lasciare il lavoro attuale per tentare un’altra strada. È una scelta che va ponderata e, in caso, perseguita con un po’ di strategia e con le giuste tempistiche.

Con questo articolo vogliamo aiutarvi a capire se è la cosa giusta da fare e come procedere per evitare problemi e stress.

È il momento di cambiare lavoro?

Per capirlo dovete fare un po’ di analisi e valutazioni, comprendere se è un disagio temporaneo a cui si può porre rimedio o se siete arrivati al punto di rottura.

10 segnali inequivocabili che non ce la fate più a continuare

  • La mattina è il momento peggiore: non vorreste mai alzarvi dal letto né tantomeno dover andare al lavoro.
  • La vostra salute ne soffre: siete stressati più del normale, tristi, non dormite bene, avete spesso mal di testa.
  • La vostra vita privata ne sta risentendo: non avete tempo o energie da dedicare al vostro benessere e ai vostri cari.
  • I valori aziendali non sono in linea con i vostri: siete a disagio perché non sposate l’etica e la cultura dell’azienda.
  • Non c’è possibilità di crescita: sentite che non vi viene data l’opportunità di sviluppare nuove competenze e magari cambiare ruolo professionale.
  • Le relazioni con i vostri colleghi sono complicate: non andate d’accordo con i colleghi, il clima in ufficio è sempre teso e intriso di negatività.
  • Avete perso interesse in ciò che fate: il vostro ruolo non vi entusiasma più come all’inizio.
  • Il vostro lavoro non viene riconosciuto e non siete ascoltati: vi sentite non apprezzati o addirittura ignorati da superiori o colleghi.
  • Vi sentite sprecati: le vostre competenze non vengono sfruttate al massimo, il tipo di lavoro che vi fanno fare è poco appagante e non ve ne assegnano di più stimolante.
  • Gli orari sono diventati un problema: è possibile che nel tempo le vostre esigenze siano cambiate e ora i turni o gli orari che avete si scontrano con la vostra vita privata.

Se sugli ultimi 5 segnali volendo si può lavorare — provando a comunicare meglio, a gestire diversamente le relazioni e a crearsi delle occasioni — i primi 5 segnali invece dicono chiaramente che è tempo di cambiare lavoro.

Prima di farlo però serve ancora qualche valutazione.

4 cose da fare prima di provare a cambiare lavoro

1. Verificate che le vostre aspettative siano realistiche

Per esempio, se non avete ancora le competenze giuste, non puntate a un ruolo molto più alto del vostro. Se invece volete mettervi in proprio, assicuratevi di essere pronti per farlo. Ne parleremo in dettaglio più avanti.

2. Sperimentate sul campo

Se ne avete la possibilità, prendetevi del tempo per svolgere i compiti tipici del nuovo lavoro che vorreste fare. Magari facendo volontariato in qualche associazione, affiancando qualcuno che fa quel mestiere o provando a lavorare da casa per creare una nuova attività. Provate a vivere una giornata tipo e vedete come vi sentite.

Mi viene in mente un episodio di un podcast in inglese che ho ascoltato di recente in cui l’host, che si chiama Allison, ha raccontato una storia che ci può essere d’insegnamento.

A un certo punto della sua vita Allison decide di lasciare il lavoro d’ufficio per mettersi in proprio. Essendo appassionata di matrimoni e di organizzazione di eventi decide di diventare wedding planner. Segue corsi, legge libri, prende la certificazione, mette su la sua nuova attività, crea il sito web e riceve le prime prenotazioni. Poi però durante il suo primo incarico si rende conto che in realtà organizzare matrimoni non le piace per niente.

Ecco, sperimentare sul campo serve proprio a evitare di trovarvi in una situazione del genere.

3. Provate a vivere con il nuovo stipendio tipo

Se pensate che il vostro nuovo lavoro vi farà guadagnare meno di quello attuale, provate a vedere come vi trovate con un’entrata di quel tipo. Ce la fate a sostenere le spese? Riuscite a mettere da parte dei risparmi e a riservare qualcosa per momenti di divertimento e relax?

4. Valutate cosa vi piace e cosa detestate del vostro lavoro attuale

Capirlo vi aiuterà a scegliere meglio il prossimo impiego. Annotate in un diario le vostre reazioni a quello che accade quando siete al lavoro. Identificate gli aspetti negativi e quelli positivi, le cose che vi innervosiscono di più e quelle che invece vi danno soddisfazione.

Come scegliere il vostro prossimo lavoro

La consapevolezza è un elemento essenziale per poter intraprendere un nuovo percorso professionale: dovrete spendere un po’ di tempo per riscoprire voi stessi, le vostre capacità e le vostre inclinazioni.

Interessi, competenze, valori

Partite da un’autovalutazione definendo questi tre elementi e trovando il filo conduttore fra di essi.

Rileggete il diario che vi abbiamo suggerito di fare poco più su, quello sugli aspetti che amate e odiate del vostro lavoro. Identificate gli schemi ricorrenti.

Fate una lista dei vostri interessi. Metteteli in ordine di priorità: in cima scrivete quello che non smettereste mai di fare.

Se vi sentite bloccati, fatevi ispirare dagli esercizi proposti nel post Come trovare la propria passione ed essere felici lavorando.

A questo punto mettete nero su bianco tutte le vostre competenze: quelle professionali, quelle che nel vostro lavoro attuale non vengono sfruttate al massimo, quelle che avete acquisito per curiosità personale.

Poi elencate i vostri valori, quelli che vi muovono in ogni cosa che fate, quelli che non sopportate vengano calpestati. Buttate giù i primi che vi vengono in mente, se non vi sembrano abbastanza date un’occhiata qui sotto all’elenco che abbiamo preparato per voi e prendete ispirazione. Scegliete i 10 più importanti per voi e riscriveteli in ordine di priorità. Di questi 10 selezionate solo i 5 che per voi sono irrinunciabili.

elenco valori personali

Quando avrete finito questi esercizi, lasciateli da parte per un paio di giorni: avrete bisogno di far decantare le informazioni. Dopodiché riprendete in mano i vostri elenchi e provate a unire i puntini: vedete un tema ricorrente? C’è un filo che lega tutti e tre gli elementi? Rifletteteci su.

Esigenze, ovvero cosa volete dal lavoro

Ora che sapete cosa vi piace fare, cosa sapete fare e quali sono i vostri valori, è il momento di scoprire quali bisogni ed esigenze dovrà soddisfare il vostro prossimo lavoro.

Anche stavolta c’è da farsi un po’ di domande.

  1. Volete avere compiti molto stimolanti o motivanti?
  2. Volete cambiare del tutto ambito o settore?
  3. Preferite un lavoro alla scrivania o qualcosa di più dinamico?
  4. Amate interagire con le persone?
  5. Vi piace lavorare in gruppo o funzionate meglio quando siete da soli?
  6. Vi trovate bene in un ruolo di comando?
  7. Vorreste un lavoro sicuro o magari vi attira il rischio imprenditoriale?
  8. Volete maggiori responsabilità?
  9. Vi va di passare tante ore al lavoro o preferite un migliore equilibrio tra vita professionale e vita privata?
  10. La vostra famiglia ha esigenze particolari su cui gli orari o i guadagni potrebbero incidere?

A queste domande aggiungetene anche altre: tutte quelle che vi vengono in mente e che sono più legate alla vostra esperienza personale.

E anche in questo caso non dimenticate di tenere in considerazione i vostri valori. Vi servono da luce guida per evitare di scegliere un mestiere o un ruolo in cui vi sentireste profondamente a disagio.

Siete pronti a mettervi in proprio?

Come sarebbe lavorare in proprio? È una domanda che in molti ci facciamo. Ma sappiamo bene che oltre alla libertà e alla gioia di fare quello che ci piace c’è anche tanta fatica da mettere in conto. E magari questo non è il momento adatto per lanciarsi in un’impresa del genere.

Vediamo insieme un po’ di caratteristiche tipiche degli imprenditori — anche quelli micro — per capire se già le avete o vi serve un po’ di tempo per lavorarci su.

Lancio razzo

Ci vuole una certa mentalità

Agli imprenditori piace passare molto tempo a pensare. I momenti di riflessione sono fondamentali e non ne potrebbero fare a meno. Trovare nuovi modi di pensare e immaginare li porta ad agire. Perché senza passare all’azione non andrebbero da nessuna parte.

Risolvere problemi li stimola e sono pronti a prendere decisioni difficili.

Sono tenaci e pazienti: non si buttano giù alla prima complicazione e comprendono che tutto e subito è una filosofia che non trova collocazione nell’imprenditoria. Per questo sanno anche che è essenziale essere costanti.

Ci vuole una certa attitudine

Il cervello degli imprenditori fa rumore: gli ingranaggi sono sempre al lavoro e producono idee in continuazione. Non tutte realizzabili, ma comunque prima o poi utili, per questo un taccuino analogico o digitale dev’essere sempre a portata di mano di un imprenditore.

Se sanno distinguere le idee buone da quelle meno buone, gli imprenditori sanno e accettano anche che non saranno mai pronti al 100%. Perciò sono in grado di mettere da parte il perfezionismo e passare all’azione.

Che poi vuol dire che sanno affrontare e superare le proprie paure per raggiungere i propri obiettivi. Non hanno paura di cambiare lavoro o di iniziare qualcosa di nuovo.

Hanno le idee chiarissime sul perché vogliono avviare un’attività: hanno ragioni e intenzioni ben precise che li motivano nei momenti in cui il gioco si fa duro.

Gli imprenditori sono molto bravi a fare autovalutazioni e sono sempre pronti a lavorare su di sé per migliorare la propria mentalità. Così evitano di farsi influenzare da pensieri negativi e limitanti.

Comprendono i rischi che comporta avviare un’attività in proprio e sono in grado di sostenerli. Così come sanno prendersi la responsabilità del ruolo che hanno, per esempio parlando con franchezza a un membro del team che ha commesso un errore o abbandonando un’idea che sanno non funzionerà.

Sanno accogliere i feedback e metterli a frutto anche quando sono spiacevoli e conoscono i propri limiti e quelli del prodotto o servizio che vendono.

Gli imprenditori amano, anzi adorano, imparare nuove cose e tenersi sempre aggiornati.

E poi sono organizzati. Anche se non lo sono di natura, si sono allenati a diventarlo: altrimenti sarebbe impossibile un’efficace autogestione del lavoro.

Ci vuole anche una certa strategia

Queste doti — innate o acquisite — da sole non bastano, bisogna anche preparare un piano per raggiungere gli obiettivi.

Tanto per cominciare, chi avvia un’attività da zero deve essere in grado di sostenere le spese prima che l’attività stessa cominci a generare guadagni. Per questo, in genere, molti piccoli imprenditori cominciano a lavorare sul nuovo business mantenendo il lavoro principale, oppure mettono da parte una somma sufficiente per poi lasciare il lavoro e dedicarsi solo alla nuova attività.

In ogni caso nel frattempo hanno creato e curato un network di conoscenze che in qualche modo potranno essere utili alla nuova impresa.

E di sicuro hanno preparato un business plan per delineare meglio l’idea, renderla concreta, valutare la competizione e analizzare gli aspetti finanziari.

Non è ancora il momento di mettervi in proprio?

Ci sono anche altri aspetti da considerare per capire se siete pronti ad avviare una vostra attività o magari è il caso di aspettare un po’.

Di sicuro lanciare un business non fa per voi se:

  • avete necessità di entrate costanti e in tempi brevi;
  • non avete tempo o energia da investire nel progetto;
  • non intendete rimettervi sui libri né lavorare su voi stessi.

Riflettete bene su tutti i punti e sulle caratteristiche necessarie per sostenere l’onere e l’onore di essere imprenditori. Su molti aspetti potete di sicuro lavorare, ma sappiate anche che non è obbligatorio. Non tutti trovano gioia nel lavoro indipendente, molti vivono benissimo come dipendenti.

Ragazza al computer pianifica la strategia per cambiare lavoro

Come fare per cambiare lavoro

Qualsiasi cosa vogliate diventare, se siete determinati a cambiare lavoro dovete mettere in atto una serie di azioni concrete.

1. Informatevi

Raccogliete dati e informazioni sul mestiere che volete intraprendere. Parlate con chi lavora nel settore, cercate notizie sul web, frequentate gruppi e forum dedicati.

Se volete lavorare in azienda, prendete informazioni su quelle a cui state per inviare il curriculum.

Valutate pro e contro e verificate che il tipo di lavoro o l’azienda siano in linea con i valori e le esigenze di cui abbiamo parlato prima.

2. Pianificate

Programmate una serie di azioni che vi porteranno a raggiungere l’obiettivo finale, ovvero lasciare il lavoro attuale per quello nuovo.

Dovete raccogliere informazioni? Dovete acquisire nuove competenze? Dovete mettere da parte una somma di denaro? Dovete aprire la partita IVA o una società?

Ecco, dividete l’obiettivo in compiti più piccoli e metteteli in calendario. Abbiate cura di darvi abbastanza tempo per poter completare ciascun task, altrimenti vi causerete stress e frustrazione.

3. Intessete relazioni

Cominciate a frequentare persone del settore, di persona e online. Partecipate a eventi e conferenze. Sia per introdurvi nell’ambiente che, come dicevamo prima, per prendere informazioni utili.

Se avete bisogno di qualche idea in più per partire, date un’occhiata al nostro post sul networking pieno di consigli e strategie.

4. Lavorate su competenze ed esperienze

Nella fase di autovalutazione avete elencato tutte le vostre competenze. Riprendete la lista, identificate quelle che vi serviranno per il vostro nuovo lavoro e verificate se sia il caso di potenziarne qualcuna.

Se avete qualche lacuna da colmare o volete portare qualche skill al livello superiore, cercate corsi o workshop sul tema. Oggi le risorse online sono sterminate, quindi potreste riuscire ad aggiornarvi anche senza dover frequentare in aula.

Se poi riuscite ad “andare a bottega” da qualcuno, ancora meglio. Avrete l’opportunità di sperimentare sul campo e crearvi un’esperienza concreta da cui attingere.

5. Non isolatevi

Cambiare lavoro è una decisione importante che per diverse ragioni può causare stress e ansia. Per questo, circondatevi di persone in grado di sostenervi e motivarvi nei giorni più complicati.

Se scegliete di mettervi in proprio, valutate di costituire un team — anche piccolissimo — con cui dividervi i compiti. L’impresa risulterà meno pesante e anche più divertente, se saprete scegliere le persone giuste.

6. Lavorate sulla fiducia in voi stessi

La vostra mentalità e la vostra attitudine sono essenziali per la buona riuscita dei vostri progetti. Lavorate su voi stessi per contrastare i pensieri negativi che di tanto in tanto faranno capolino e per costruire mattoncino dopo mattoncino fiducia e resilienza.

Non vi giudicate se un giorno vi sentite giù e vorreste gettare la spugna: succede a tutti e spesso la causa sono la stanchezza e lo stress. Perciò prendetevi cura di voi stessi, del vostro corpo e della vostra mente. Eliminate le energie negative con la meditazione o con una bella corsa. Ricaricatevi facendo attività che vi piacciono o magari concedendovi una breve vacanza.

7. Costruite il vostro brand personale

Questo punto è essenziale per i futuri imprenditori, ma è valido anche per chi preferisce lavorare in azienda, perché oggi molti “acquisti” degli headhunters vengono fatti proprio attraverso una ricerca e una valutazione della presenza online dei candidati, su LinkedIn ma non solo.

Quindi:

  • siate presenti, siate costanti, siate coerenti con voi stessi e con il vostro messaggio;
  • comunicate bene le vostre competenze, ma anche la vostra identità e i vostri valori;
  • scegliete con cura i vostri canali di comunicazione.

Se il concetto di personal branding vi suona nuovo, abbiamo un po’ di consigli per voi.

8. Create un fondo per le emergenze e un piano B

Dovete essere preparati al peggio, anche se la cosa vi mette a disagio. Perciò è sempre una buona idea avere almeno una piccola somma da parte per le emergenze, così non vi troverete scoperti.

In più, createvi un piano B. Per esempio, se volete avviare un’attività, datevi un tempo massimo per cominciare a rientrare delle spese e a guadagnare. E decidete cosa fare in caso l’impresa non dovesse funzionare. “Se entro un anno le cose non vanno bene, sfrutterò le competenze acquisite per tornare a lavorare in azienda nel tale ruolo”, per dire.

Nel caso in cui stiate cercando lavoro come dipendenti, prendete in considerazione più di un’offerta e rispondete a ognuna ordinandole per priorità. Oppure potreste decidere di tenere duro ancora un po’ nella vostra azienda attuale e aspettare di trovare una proposta che vi si confaccia di più.

Insomma, per poter cambiare lavoro ci vuole un certo impegno, ma d’altra parte essere informati e consapevoli è essenziale per evitare i rischi di una scelta sbagliata.

Poi bisogna essere pronti a mettersi in gioco e passare all’azione. E voi lo siete?

Argomenti: