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Come aprire una Partita IVA senza commettere errori

Come aprire una Partita IVA senza commettere errori

Avete deciso di lanciare la vostra attività commerciale? Il primo passo da fare per iniziare a vendere è aprire una Partita IVA. In questo articolo, scopriremo cos’è la Partita IVA, a chi serve e come fare per aprirla senza commettere errori. Cominciamo!

Indice


  1. Cos’è una Partita IVA?
  2. Quanto costa aprire una Partita IVA?
  3. Serve la Partita IVA per vendere online?
  4. Come aprire una Partita IVA

Cos’è una Partita IVA?

La Partita IVA è un numero composto da 11 cifre che indica il lavoratore autonomo, l’azienda o il libero professionista che opera in un mercato. Questo numero identifica il singolo contribuente e gli permette di lavorare in autonomia e nel rispetto della legislazione italiana per l’emissione di fatture e il versamento dei contributi a fini previdenziali.

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Quanto costa aprire una Partita IVA?

Aprire una Partita IVA è gratis. Per le attività di ecommerce, tuttavia, è richiesta l'iscrizione al Registro delle imprese presso la Camera di Commercio: tra bolli e istruttoria, il costo è di circa 130-150 euro.

Serve la Partita IVA per vendere online?

Se esercitate un'attività economica con carattere abituale e di continuità commerciale siete soggetti all’obbligo di apertura di partita IVA.

Per carattere abituale e di continuità si intendono tutte quelle attività che hanno una durata complessiva superiore ai 30 giorni. Inoltre, se il compenso lordo è superiore a 5.000 euro, pur non essendo obbligati ad aprire la Partita IVA dovrete iscrivervi alla Gestione superata dell'INPS e versare i contributi previdenziali. Se la vostra attività non rientra in questi casi, potete non aprire la Partita IVA in quanto l’attività viene considerata prestazione occasionale.


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Come aprire una Partita IVA

    1. Individuate il codice ATECO relativo alla vostra attività. Il codice ATECO è un numero composto da sei cifre che identifica le diverse attività economiche a livello statistico. Per individuare il codice ATECO corretto per la vostra attività vi basta andare sul portale ATECO di Infocamere: qui potete trovare il singolo codice ATECO attraverso una semplice ricerca testuale (ad esempio, potete cercare “Ecommerce” e trovare il relativo codice ATECO, in questo caso 47.91.10 identificabile come “Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotti effettuato via internet”).
    2. Verificate che non siano necessarie autorizzazioni che ancora non avete. Nel portale ATECO di Infocamere potete anche visualizzare, se presenti, le autorizzazioni e gli adempimenti per portare a termine l’attività relativa al singolo codice ATECO. Questi adempimenti sono differenziati tra quelli facenti riferimento alla normativa locale (relativi quindi all’attività portata a termine nel Comune di riferimento) e alla normativa nazionale (comune a tutte le attività del territorio italiano facenti capo allo stesso codice ATECO).
    3. Scegliete il regime fiscale al quale aderire e il profilo contributivo. Esistono differenti regimi fiscali in Italia per le attività che necessitano partita IVA. I più conosciuti sono quello forfettario e quello ordinario. L’adesione ad un regime piuttosto che ad un altro fa riferimento a valutazioni e requisiti relativi al giro d’affari che andrete a creare e alla vostra posizione fiscale e contributiva corrente. Il regime forfettario offre semplificazioni consistenti ma non permette la deduzione dei costi (il reddito imponibile viene calcolato in modo forfettario in base al coefficiente di redditività) e ha requisiti specifici: ad esempio, se siete già dipendenti di una società a tempo pieno e avete un reddito da lavoratore dipendente superiore a 30.000 euro, o se il fatturato annuo della vostra attività commerciale è superiore a 65.000 euro, non vi è permesso aderire al regime forfettario. Il profilo contributivo, invece, fa riferimento al codice ATECO. Per le attività artigianali e di commercio è necessaria l’iscrizione all’INPS Artigiani e Commercianti che richiede il versamento di contributi minimali: 3.600 euro/anno da versare in 4 quote + 24% sul reddito imponibile calcolato sulla parte di reddito eccedente la soglia minima pari a 15.000 euro. Per i forfettari, è possibile richiedere una riduzione del 35% sui contributi previdenziali (che in questo caso saranno l'unica voce deducibile).
    4. Create un business plan. Una volta identificato il regime al quale aderire per la vostra attività, vi consigliamo di scrivere un business plan che tenga conto delle eventuali entrate, delle relative imposte da pagare e i contributi a fini previdenziali da versare. È molto importante essere a conoscenza delle spese che si andranno a sostenere nel corso della vostra attività per non avere sorprese dell’ultimo minuto.
    5. Inviate la vostra richiesta tramite i servizi online istituzionali o presso l’Agenzia delle Entrate della vostra città. Una volta che avete identificato la tipologia di attività e vi siete accertati che le spese da affrontare siano economicamente sostenibili dai ricavi generati, potete richiedere l’apertura della Partita IVA. Per farlo è necessario compilare il modulo AA9/12 e consegnarlo fisicamente alla locale Agenzia delle Entrate. È anche possibile fare richiesta tramite i servizi online istituzionali ma la via più semplice (e veloce) è quella di presentarsi fisicamente presso l’Agenzia.
    6. Rivolgetevi ad un commercialista per la contabilità. Sebbene alcuni regimi fiscali (come quello forfettario) abbiano semplificato al massimo la gestione contabile della propria attività, vi consigliamo comunque di far riferimento ad un commercialista. Il servizio del commercialista può salvarvi da eventuali errori nel calcolo di imposte dovute e versamento contributivo (e penali da pagare) oltre che ricordarvi le scadenze di tali pagamenti.
    7. Controllate questa checklist prima di partire e iniziate a vendere!

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NOTA: Questo articolo può contenere delle semplificazioni e non è in alcun modo da intendersi come una consulenza legale, né instaura alcun tipo di relazione avvocato-cliente. Rivolgetevi a un professionista per informazioni specifiche relative alla vostra situazione.

Articolo realizzato in collaborazione con Raffaele Negro di iubenda, un’azienda che offre a più di 70.000 clienti in tutto il mondo soluzioni software ed assistenza per il rispetto degli obblighi di legge online.

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