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Come creare un brand di abbigliamento: i segreti di una concorrente di Project Runway

Come creare un brand di abbigliamento | Shopify

Dopo la laurea in fashion design, Sarah Donofrio si è affacciata al mondo del lavoro con la classica domanda che affligge i creativi: e ora?

La scuola di moda le aveva insegnato modellistica, cucito, disegno e drappeggio. Sapeva realizzare una bella cucitura alla francese. Conosceva tutto sulla vestibilità. Ma la sua formazione non l’aveva preparata a creare un brand di abbigliamento di successo. Ha acquisito le competenze necessarie con l'esperienza pratica lavorando per varie aziende e lanciando un suo brand nell’arco degli ultimi 15 anni.

Come seguire il percorso di Sarah e lanciare una vostra linea di abbigliamento? Per concretizzare questo sogno e avere successo nel frenetico mondo della moda vi serviranno specifiche competenze, una generosa dose di creatività e un pizzico di senso degli affari. Oltre a molta passione e determinazione, naturalmente.

Modelle che indossano un pigiama di seta su sfondo giallo One Imaginary Girl
Pigiami in seta disegnati da Sarah Donofrio. One Imaginary Girl

Sarah è il case study perfetto per illustrare come creare un brand di abbigliamento. Ha vissuto e lavorato in due paesi sperimentando design, produzione, formazione, ecommerce, commercio all'ingrosso, conto vendita e retail. È da molti anni nel settore della moda e lo conosce, nel bene e nel male. Nel 2016 ha partecipato alla quindicesima edizione del celebre talent show statunitense per stilisti Project Runway. Da allora ha rinnovato il suo brand di abbigliamento, ha lanciato il negozio Shopify One Imaginary Girl e aperto un punto vendita fisico a Portland, nell’Oregon.

In questo articolo vedremo come creare un brand di abbigliamento da zero. Esamineremo i pro e i contro. E illustreremo tutti gli step necessari — dalla formazione, al design, alla produzione, al marketing — utilizzando come filo conduttore l’avvincente storia di Sarah.

Competenze e formazione: come prepararsi per creare un brand di abbigliamento?

Primo piano di mani con tatuaggi che scrivono su un blocco di appunti

Designer come Vivienne Westwood e Dapper Dan hanno ottenuto un enorme successo nel mondo della moda pur essendo autodidatti. E hanno iniziato la loro carriera nell’epoca pre-internet. Ormai, nell'era dell'accessibilità tutto — dalla creazione di una t-shirt alla realizzazione di un abito da sposa — si può imparare guardando video su YouTube.

Teoricamente potreste non frequentare una scuola e affermarvi ugualmente nel settore della moda. Tuttavia la formazione, dal vivo o anche online, ha i suoi pregi: vi insegna gli ultimi standard di settore, vi dà accesso a risorse e strumenti, vi permette di stabilire contatti e di ricevere feedback sul vostro lavoro.

Sarah deve molto del suo successo alle competenze acquisite a scuola, anche se ha maturato sul campo gran parte della sua formazione professionale. Dopo la scuola ha lavorato nel settore acquisti e sviluppo di prodotto per grandi aziende come Walmart e Jean Machine. “Sapevo che come dipendente di un’azienda sarei arrivata a un punto morto”, spiega Sarah. “Il mio desiderio era lavorare per me stessa. Eppure sentivo che era importante acquisire quell'esperienza professionale”.

Mi ci è voluto del tempo per sentirmi abbastanza sicura da aprire un negozio che vendesse solo vestiti creati da me.

La scuola offre un know-how tecnico, ma Sarah sostiene l’utilità di un apprendistato di qualche anno presso aziende e stilisti. “Mi ci è voluto del tempo per sentirmi abbastanza sicura da aprire un negozio che vendesse solo vestiti creati da me”, racconta. “Probabilmente avevo bisogno di tempo per crescere, ricevere consigli e fare esperienza”.

Scuole di moda e corsi di fashion design

Sarah ha completato la sua formazione con una laurea triennale. Molti istituti offrono corsi di studio per il fashion design e lo sviluppo d’impresa con diversi programmi. Scuole rinomate in tutto il mondo come la Parsons di New York o la Central Saint Martins nel Regno Unito tengono anche corsi online, che potete seguire ovunque siate. In Italia esistono numerose scuole di moda — l'Accademia Costume & Moda, l’Istituto Marangoni, l’Accademia del Lusso, Polimoda, Koefia e molte altre. Lo IED (Istituto Europeo di Design) offre corsi di fashion design in varie città.

Siete motivati, ma avete poco tempo e non disponete di grandi risorse finanziarie? C’è un numero crescente di corsi brevi online dedicati agli aspiranti designer. Cercate una scuola o una piattaforma online con un programma e un budget adatto alle vostre esigenze.

Importanza del fashion business

Ora Sarah ha al suo attivo una serie di titoli per l’insegnamento. Ha sfruttato la sua piattaforma per tenere un corso sugli aspetti commerciali importanti della moda. Ha fatto in modo che il programma del corso fosse incentrato soprattutto sul fashion business — qualcosa che sentiva di aver trascurato nel suo percorso di formazione. “Insegnavamo agli studenti nozioni su acquisti e produzione”, racconta. “Per creare un brand di abbigliamento non basta saper calcolare i costi di tessuti, bottoni e manodopera. Occorre anche considerare le spese di spedizione, il riscaldamento e l'affitto”.

Avete un business plan?

Due donne sorridenti sedute al tavolo di una sala riunioni

Moda e business, come Sarah ha scoperto, in parte si sovrappongono. Per creare un brand di abbigliamento vanno stabiliti alcuni punti, che poi sono gli stessi da considerare prima di aprire una qualsiasi attività. Quanto costa lanciare una linea di abbigliamento? Vi occorreranno finanziamenti? Avrete necessità di consulenze esterne in ambito legale, finanziario o per aspetti legati alla produzione o alla distribuzione?

Una volta trovata l’idea giusta, magari riuscirete a finanziarla con le vostre risorse gestendola come secondo lavoro. Se però avete in mente progetti ambiziosi con costi iniziali importanti, potreste dover cercare investitori o chiedere un finanziamento. Un solido business plan e un pitch ben strutturato vi saranno di grande aiuto. “Rispondete in anticipo a ogni possibile domanda”, consiglia Sarah “e assicuratevi di sapere il fatto vostro”.

📚 Lettura utile: Come scrivere un business plan

Come orientarvi tra i fashion trend?

Modelle che indossano abiti eleganti su sfondo blu Come creare un brand di abbigliamento
Sarah è attenta alle nuove tendenze ma sfrutta solo quelle più adatte al suo brand. One Imaginary Girl

Dopo aver lasciato il mondo aziendale, Sarah ha creato una collezione con il suo nome. Contemporaneamente ha svolto diversi lavori, di giorno e di notte. Per inseguire la sua passione è stata una barista, una DJ e ha venduto abiti da sposa in una boutique di lusso.

È una questione di stile e di interpretazione

Sviluppando il suo brand come seconda attività, ha imparato che bisogna restare aggiornati ma anche focalizzati. Affinate i vostri punti di forza e rimanete fedeli al vostro stile. La scuola di moda vi insegnerà le basi per creare qualsiasi cosa, dall'intimo all'abbigliamento da sera. “Voi dovete individuare in cosa siete bravi e concentrarvi su quello”, consiglia Sarah.

Ho sempre avuto un'ottima intuizione in fatto di tendenze. Ma tutto si gioca sull’interpretazione

Nel tempo Sarah si è ispirata alle tendenze pur mantenendo uno stile coerente — i suoi capi sono inconfondibili. Il segreto è adattare le tendenze al brand, personalizzarle in base a ciò che piace ai vostri clienti. “Ho sempre avuto una buona intuizione per i trend”, afferma. “Ma tutto si gioca sull’interpretazione”. Sarah ha lavorato sulle collezioni dedicate alle taglie comode durante il suo periodo a Walmart. Come ci ha raccontato, le tendenze andavano interpretate in base alle esigenze speciali della clientela extra large.

Insomma, nelle sue creazioni Sarah resta fedele ai suoi punti di forza, ma è attenta a ciò che accade nella moda — e nel mondo circostante. “Prendete l’athleisure”, spiega. “Io non produco leggings o reggiseni sportivi, ma un bel top corto starebbe benissimo con dei leggings. È così che potrei sfruttare questa tendenza”.

Con una produzione in piccole quantità e mantenendo il controllo sul design, negli ultimi tempi Sarah è stata in grado di muoversi rapidamente sulla scia della pandemia globale. Ha aggiunto le mascherine alle sue inconfondibili creazioni in tessuto stampato. Ha venduto 1100 mascherine in due mesi, trasformando poi le acquirenti in clienti abituali.

Una donna indossa una maschera facciale in tessuto di seta
One Imaginary Girl ha risposto alla necessità di mascherine conseguente a COVID-19 effettuando 1100 vendite in soli due mesi. One Imaginary Girl

Potete scegliere una nicchia

Nell’affollato mondo della moda, prendete in considerazione di identificare delle nicchie di mercato a cui rivolgervi o colmate delle lacune di settore, come hanno fatto questi merchant di Shopify:

  • Leanne Mai-ly Hilgart ha lanciato Vaute, un marchio di cappotti invernali vegan, dopo aver riscontrato con delusione che mancavano opzioni cruelty-free sul mercato.
  • Catalina Girald ha creato il marchio di lingerie Naja facendo leva sul concetto di forza femminile e inclusività.
  • Camille Newman ha puntato sulle taglie forti con Pop-Up Plus
  • Mel Wells ha lanciato una linea di costumi da bagno d'ispirazione vintage, neutri dal punto di vista del genere.
  • Anche Taryn Rodighiero crea costumi da bagno, focalizzandosi sui costumi su misura, realizzati su ordinazione secondo le esigenze specifiche del cliente.

Sviluppo del brand per una linea di abbigliamento

One Imaginary Girl griglia di Instagram
La coerenza è la chiave della strategia Instagram di One Imaginary Girl.

Ricordate che l’identità del brand non dipende solo dal logo e dal design della vostra collezione. Comprende valori, mission, aspetto del sito web, stile fotografico, storia, sostenibilità aziendale e molto altro.

Sfruttate i social media per creare uno “stile di vita” attorno al brand. Condividete ciò che vi ispira e i vostri processi di lavoro. Mostrate la vostra personalità. Raccontate la storia del brand e selezionate con cura i contenuti di ogni vostro post. “La chiave sui social media è la coerenza”, sottolinea Sarah. “Penso che dovreste pubblicare un post al giorno e che ogni post dovrebbe essere interessante”. Sarah combina insieme contenuti di viaggio, elementi di ispirazione, anticipazioni sulle iniziative in corso e persino alcune interessanti statistiche presenti nella dashboard di Shopify.

🛠️ Risorse per creare un brand di abbigliamento:

A cosa ispirarvi per la vostra collezione

Una donna guarda una parete ricoperta di immagini ispiratrici

Divorate riviste di moda, seguite le icone di stile e abbonatevi a newsletter e podcast del settore fashion per trovare l’ispirazione e intercettare le tendenze prima che emergano.

Quando trovate nel web contenuti che vi ispirano salvateli nel computer o tra i preferiti, o aggiungeteli alle vostre bacheche Pinterest. Molti creativi optano per qualcosa di tangibile creando moodboard, bacheche o collage. Avere la vostra fonte di ispirazione bene in vista contribuirà a mantenervi motivati. Vi aiuterà a perseguire il vostro sogno rimanendo concentrati sul tipo di brand che state cercando di costruire.

Processo creativo: da un semplice schizzo a un design raffinato

Moodboard per un nuovo design tessile di One Imaginary Girl
Sarah usa schizzi, collage e moodboard per dare vita ai suoi design per tessuti stampati. One Imaginary Girl

Sarah ama utilizzare un quaderno per gli schizzi. Lo reputa uno degli strumenti più importanti per un designer. “Porto il mio blocco da disegno ovunque con me”, dice. “Mentre sono in giro spesso mi capita di fare uno schizzo dicendomi: Oh, questo sarebbe perfetto per creare un pattern”. Quando ha partecipato a Project Runway, non le era permesso di avere con sé il suo album da disegno per via delle regole del concorso. “Questo mi ha molto penalizzato”.

Uso sempre un mix di nuove tecnologie e quaderni pieni di scarabocchi.

Anche se ha abbracciato la tecnologia in molti modi, Sarah sottolinea l'importanza degli schizzi. Per lei ogni idea inizia sulla carta e poi viene tradotta in un design tramite Illustrator o un altro strumento. “Uso sempre un mix di nuove tecnologie e quaderni pieni di scarabocchi”, spiega. Un semplice schizzo è il primo passo verso un design raffinato.

🛠️ Strumenti per il fashion design e la progettazione di pattern:

Creazione del campionario

Sarah ormai ha esternalizzato gran parte della produzione appoggiandosi a stabilimenti locali, ma produce personalmente il campionario. “Credo che uno stilista di moda debba realizzare da solo il campionario”, afferma. Questo permette di instaurare un rapporto con i produttori sapendo esattamente cosa dovranno fare. Se avete confidenza con il processo produttivo, sarete anche in una posizione migliore per negoziare i costi.

Tuttavia il consiglio di Sarah è di fermarvi alla produzione dei soli campioni. “Concentratevi sull'aspetto creativo”, consiglia. “A volte cedo alla richiesta di creare capi su misura, ma la produzione è un processo che porta via moltissimo tempo”.

Produzione: ecco le opzioni per realizzare i vostri capi

Un uomo ispeziona una macchina da cucire industriale
Detroit Denim produce abbigliamento nel suo stabilimento. Marvin Shaouni

Nei primi tempi forse manterrete piccoli volumi produttivi e non avrete bisogno di un aiuto esterno. Tuttavia, man mano che crescerete, un partner di produzione vi sarà utile per avere più tempo da dedicare al design e ad altri aspetti dell'attività. Esistono alcune eccezioni. Se la vostra è un’attività artigianale continuerete a occuparvi della produzione anche con la crescita del brand. Normalmente però la crescita dipende dall'esternalizzazione almeno di una parte del lavoro.

La produzione dei vostri capi può avvenire in diversi modi:

  • Produzione propria / artigianale
  • Produzione affidata a personale dipendente o freelance (provate con Upwork, attingete ai gruppi della fashion community online o assumete stagisti delle scuole di moda)
  • Fabbricazione nel vostro impianto di produzione
  • Outsourcing a una fabbrica locale
  • Produzione in uno stabilimento all'estero

Adrienne Butikofer di OKAYOK ha scelto di gestire direttamente la produzione. In compenso però ha assunto del personale e ha delegato a una fabbrica esterna la produzione dei coloranti per i suoi tessuti. Nel Michigan, Detroit Denim produce abbigliamento all’interno del suo stabilimento, dove è in grado di gestire il processo su larga scala.

Se volete utilizzare casa vostra per la produzione, assicuratevi che ci sia abbastanza spazio per i macchinari e i materiali. Procuratevi delle postazioni ergonomiche e create un ambiente dove sia stimolante passare il tempo.

In alternativa, evitate la solitudine dell’imprenditore e risparmiate sulle attrezzature cercando spazi di lavoro condivisi come Cucito Condiviso di Torino. Informatevi se esiste un posto di questo tipo nella vostra zona.

In definitiva, la scelta su come affrontare la produzione dipende da alcuni fattori:

  • Quanta merce dovete produrre?
  • Per voi è importante il “made in Italy”?
  • Vi sta più a cuore la produzione etica o la riduzione dei costi?
  • In quale misura volete partecipare alla produzione?
  • Progettate di ampliare l’attività?

📚 Lettura utile: Ufficio in casa: brillanti idee di design per massimizzare la produttività

Collaborare con i produttori di abbigliamento

Quando Sarah ha scelto di creare un brand di abbigliamento, ha iniziato realizzando i capi con le sue mani. Man mano che l’attività cresceva ha iniziato ad affidare a dei sarti locali la produzione di alcuni articoli. Attualmente collabora con dei produttori in modo da avere il tempo per concentrarsi sulla crescita del brand, sullo sviluppo di nuove collezioni e sull'espansione del suo canale di vendita all'ingrosso.

Ovviamente il made in USA costa di più, ma a mio parere è una scelta migliore.

Per Sarah è stato importante seguire da vicino il processo produttivo. Sa che i suoi clienti sono interessati alla produzione locale ed etica, essendo disposti a pagare di più per questo. “Ovviamente il made in USA ha un prezzo più alto, ma si tratta di un costo che vale la pena di sostenere”, dice. “Penso che la trasparenza sia un grande vantaggio”.

Per scegliere i produttori locali a cui affidarsi, secondo Sarah è importante visitare i loro stabilimenti e capire come operano. Inizialmente, chiede di vedere il campionario per valutare la manifattura. La sua esperienza di lavoro nel mondo aziendale le ha insegnato a non mettere tutte le uova in un paniere. Valuta pregi e difetti di ogni produttore e li annota nel suo database. “Le grandi aziende utilizzano produttori diversi per ogni tipo di lavorazione”, spiega. “Ad esempio, uno stabilimento può essere migliore per la maglieria, un altro per i pantaloni”.

Approvvigionamento di tessuti e design tessile

Primo piano di mani che tagliano un tessuto blu scuro

Sarah spiega che per l'approvvigionamento di tessuti servono le conoscenze giuste. Costruirvi una rete di contatti nel settore vi permetterà di conoscere intermediari, grossisti e fabbriche. Quando viveva a Toronto, conosceva il mercato locale dei tessuti e tramite un intermediario di vendita otteneva tessuti provenienti dal Giappone. Ma anche quella strada ha delle insidie. “È strano, ma in Canada se trovi un agente di vendita scopri che è lo stesso a cui si rivolgono gli altri designer”, racconta. “Tutte le linee di abbigliamento locali utilizzano gli stessi tessuti”.

Tutte le linee di abbigliamento locali utilizzano gli stessi tessuti. Ecco perché ho iniziato ad affinare le mie capacità di design tessile.

Quando i tessuti di tutto il mondo sono diventati più facilmente accessibili online, Sarah ha iniziato ad avere difficoltà a reperire fantasie e materiali unici, malgrado i suoi contatti. La soluzione che ha trovato? Iniziare a realizzare lei stessa il design dei tessuti. “Quando sono uscita dalla scuola di moda nel 2005, per fare acquisti non bastava andare online e visitare Alibaba. Ora molte persone che conosco fanno così”, dice Sarah. “Ecco perché ho iniziato ad affinare le mie capacità di design tessile”.

Cinque anni fa, Sarah si è trasferita da Toronto a Portland, in Oregon. Ha dovuto ricostruire la sua rete di fornitori e affrontare una nuova curva di apprendimento. “Nella west coast la gente va a Los Angeles per rifornirsi di tessuti”, spiega. “Ho dovuto andarci quattro o cinque volte prima di capire a chi rivolgermi e come effettuare gli ordini”.

Nel tempo Sarah ha imparato che costruire relazioni interpersonali, e partecipare a comunità di designer aiuta a superare queste difficoltà. Se avete deciso di creare un brand di abbigliamento, costruite la vostra rete di conoscenze cercando incubatori locali e comunità online, o partecipando a meetup ed eventi dedicati alla moda.

Stagionalità nella moda

Modelle che indossano camicie di seta su sfondo neutro
Sarah disegna motivi non soggetti alla stagionalità, ma indossabili tutto l'anno. One Imaginary Girl

L'industria della moda opera secondo un ciclo stagionale (autunno/inverno e primavera/estate). Lavorare in base alla stagionalità significa iniziare a creare una collezione anche un anno o più prima del lancio. “Da Walmart sviluppavamo le collezioni con due anni di anticipo”, dice Sarah. “Le aziende tendono ad anticipare la fase del design, quindi svolgono molte ricerche sui fashion trend”. Invece i designer indipendenti come Sarah, che non hanno un ampio team o grandi risorse, lavorano con tempi più stretti.

“Il periodo di progettazione e sviluppo, e le date di consegna, dipendono dal cliente e dalla strategia di lancio”, dice Sarah. “Se vendete all'ingrosso, gli acquirenti dovranno poter accedere alla vostra collezione un mese prima della settimana della moda”.

Evitate di diffondere le immagini online. Al momento del lancio in febbraio la gente dovrà essere entusiasta.

“Ho mostrato la mia collezione primaverile in ottobre”, ricorda Sarah. “Ma quando mostrate agli altri la vostra collezione l’effetto sorpresa è finito. Evitate di diffondere le immagini online. Al momento del lancio in febbraio la gente dovrà essere entusiasta”. Sarah suggerisce di avere pronta la collezione per la stagione in arrivo con 6-8 mesi di anticipo.

Procedete a ritroso dalla data di consegna per stabilire le tempistiche di progettazione e produzione. Aggiungete al vostro calendario le date degli eventi di moda globali, come la settimana della moda di Milano.

L’ideale però è se fate in modo che la stagionalità non influisca sulle vostre collezioni. “È sempre un peccato quando disegno una bella fantasia per un tessuto e penso: Andrà bene solo per una stagione. In effetti ho a disposizione solo una finestra temporale di sei mesi”, spiega Sarah. Per questo motivo tende a realizzare creazioni adatte a tutte le stagioni.

Vendita all'ingrosso e conto vendita

Immagine flat lay di scarpe in tessuto in stile mule
Una solida strategia di vendita all'ingrosso ha aiutato il fondatore di Artemis Design Co a far crescere l’attività. Artemis Design Co

Inizialmente la vendita all'ingrosso ha giocato un ruolo fondamentale nella crescita del brand di Sarah. E di recente, dopo aver sperimentato vari altri canali di vendita, Sarah è tornata a una strategia di questo tipo.

Quando siete agli inizi, racconta Sarah, molte boutique non vogliono correre rischi. Accettano esclusivamente la formula del conto vendita. In altri termini pagano solo quando un articolo vende. Al contrario, la vendita all'ingrosso comporta il pagamento anticipato degli articoli.

“Se iniziate con il conto vendita, la cosa può essere vantaggiosa per tutti”, afferma. “È molto più facile per i negozi prendere l'intera collezione, invece di uno o due pezzi. Non hanno niente da perdere”. È un po’ problematico per voi non ricevere i soldi in anticipo; in compenso però potete ottenere visibilità e farvi conoscere se siete disposti ad aspettare per il pagamento.

Consigli sull’approccio con i clienti

Non basta avere bei vestiti. Dovete considerare ogni dettaglio.

L’approccio con gli acquirenti può demoralizzare. Sarah ha lavorato anche come venditrice ed è allenata a vedere le cose nell’ottica del compratore. Questo l'ha aiutata nel creare un brand di abbigliamento che potesse avere successo. “Siate preparati”, raccomanda. “La prima volta che ho proposto le mie creazioni mi sono domandata: Cosa mi chiederanno i compratori? Non potete avere solo bei vestiti. Dovete considerare ogni dettaglio”.

La strategia di stabilire un rapporto diretto con gli acquirenti per Sarah ha funzionato. Oggi tendenzialmente si sfrutta la tecnologia, ma Sarah suggerisce di trovare una via di mezzo. “È facile inviare un’email”, dice. “Però pensate a un fashion editor o a un negoziante. Quante email ricevono ogni giorno?”.

Pur essendo una sostenitrice dei rapporti face-to-face, Sarah raccomanda di non essere insistenti. “Adottate un approccio soft”, consiglia. Presentatevi con un biglietto da visita o un catalogo e cercate di fissare un appuntamento. Ci sono modi per avvicinarsi alle persone senza nascondersi dietro lo schermo di un computer e al tempo stesso senza essere invadenti”.

📚 Lettura utile: Una lezione in scalabilità: la storia di Artemis Design Co.

Creazione del sito web e canali di vendita online

One Imaginary Girl come creare un brand di abbigliamento
One Imaginary Girl

Per creare un brand di abbigliamento, assicuratevi di avere in mente una solida idea imprenditoriale. Il vostro business plan prevede in dettaglio come gestirete la spedizione degli ordini, l'imballaggio e il servizio clienti? Il vostro metodo di produzione è in grado di accettare ordini singoli? Siete pronti? Bene, è tempo di aprire il negozio! Basterà un minuto per iscrivervi e ottenere una prova gratuita. Poi avrete un po’ di tempo per sperimentare, prima di iniziare sul serio.


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Un negozio online professionale è utile a più scopi. Serve per vendere, naturalmente, ma funge anche da catalogo. Un catalogo coinvolgente e sempre aggiornato, da condividere con gli acquirenti e i media.

Scegliete uno tra i temi Shopify che mettono in primo piano le foto. Vi consigliamo Broadcast o Galleria, che sono espressamente progettati per i fashion brand. Oppure Boundless, se preferite optare per un tema gratuito. Questi temi danno risalto alle foto, quindi assicuratevi di investire in un servizio fotografico professionale. Avete un budget ridotto? Un semplice kit di illuminazione, una fotocamera reflex digitale (o anche il vostro smartphone) e alcuni trucchi del mestiere possono aiutarvi a realizzare scatti fai da te dall'aspetto professionale. Ritraete i dettagli dei vostri capi: texture dei tessuti, finiture e chiusure.

Foto di una donna che indossa un hijab e una giacca di pelle, in posa per un servizio fotografico in studio

Nell’App Store di Shopify troverete numerose app pensate appositamente per i negozi di abbigliamento. Potranno aiutarvi a creare esperienze di shopping personalizzate e a risolvere i problemi più comuni, come fornire ai clienti indicazioni su taglie e vestibilità dei capi.

Ecco alcune tra le migliori app per i negozi di abbigliamento:

La moda è un settore ideale per il social selling. Raggiungete il vostro pubblico di riferimento vendendo su canali come Instagram e Facebook Shops.

📚 Letture utili:

Vendita di persona: negozi, pop-up shop e mercatini

Mani che sistemano delle magliette nere su uno scaffale per la vendita al dettaglio

A Sarah ci sono voluti 11 anni per essere in grado di prendere seriamente in considerazione l'apertura di una sua boutique. Non è stato un “salto nel vuoto”, ma una mossa che si era preparata a fare. Durante l'evoluzione del suo brand aveva utilizzato eventi di vendita locali come l’Inland di Toronto per conoscere meglio i clienti, testare i prodotti, farsi conoscere e costruire relazioni nel settore.

Avevo paura ad aprire un negozio a causa delle spese, specialmente a Toronto. Non era una scelta fattibile.

Dopo il suo trasferimento a Portland, ha deciso di avanzare nel suo esperimento di vendita retail con un negozio pop-up. Ha venduto lì per tre mesi prima di aprire un vero e proprio negozio. “Avevo paura ad aprire un negozio a causa delle spese, specialmente a Toronto”, racconta Sarah. “Non era una scelta fattibile”.

In questo processo ha scoperto che era possibile avere delle mani in più. Ha assunto una studentessa di fashion design come aiutante in negozio. “Quando hai un negozio e un brand di abbigliamento, come nel caso di molti imprenditori, devi imparare a delegare”, afferma. “Io ci ho impiegato molto, ma rispetto a quanto pago chi mi aiuta in negozio, il mio tempo vale molto di più”.

Dopo la nostra prima intervista, Sarah ha chiuso il suo negozio fisico. “Non mi piaceva gestirlo”, dice. Il negozio la allontanava dalla sua attività preferita: il design. One Imaginary Girl vende ancora direttamente ai clienti tramite il sito web. Ma ha spostato gran parte della sua attenzione sul commercio all'ingrosso. Sarah ora lavora con Wolf and Badger (New York e Londra) e Fox Holt, una boutique con il focus sulla sostenibilità.

🛠️ Risorse utili:

Project Runway: non sempre un reality rispecchia la realtà

Ritratto della designer Sarah Donofrio
La designer Sarah Donofrio è stata felice di partecipare a Project Runway, ma avverte che un reality televisivo non sempre rispecchia la realtà. Sarah Donofrio

Come concorrente di Project Runway, Sarah ha imparato molto su di sé e sul suo settore.

Nella moda essere reattivi è un vantaggio, però Sarah per riuscire al meglio ha bisogno di più spazio di manovra. Con il suo background è rimasta stupita dal lavoro che i suoi colleghi riuscivano a fare in poco tempo. “Per me non è un ritmo realistico”, dice. “È un peccato che il mio lavoro migliore non sia andato in onda sulla TV nazionale”.

È un peccato che il mio lavoro migliore non sia andato in onda sulla TV nazionale.

Ha anche dovuto affrontare una delle cose più terribili per un artista: gli haters. È stata eliminata al quarto episodio, quando un suo costume da bagno non è piaciuto ai giudici. Morale della favola: il pubblico non è tutto uguale. È stata felice dei molti tweet di sostegno da parte dei nuovi fan che ha ottenuto durante il programma. “Lo show mi ha insegnato che è tutta una questione di gusti”, dice. “Se qualcuno non ama le tue creazioni, c'è sempre qualcun altro a cui piacciono”.

Programmi per il futuro...

Che programmi ha Sarah per il futuro? Sta seguendo i suoi stessi consigli, concentrandosi sulla creatività e sul suo punto forte: il design. Racconta di voler sviluppare il lavoro che ha svolto di recente per marchi come Wildfang, Microsoft e Hoxton Hotel. “Voglio diventare un punto di riferimento per la creazione di design per tessuti”.

One Imaginary Girl è un'azienda fiorente perché Sarah ha continuato a inseguire il suo sogno anche nelle difficoltà. Ha saputo sfruttare ogni passo falso per aggiustare il tiro. “Cambiare traiettoria a volte rappresentava un rischio”, osserva. “Ma era l'unico modo per crescere”.

E voi che programmi avete in mente per il futuro?

Se pensate di creare un brand di abbigliamento è arrivato il momento di mettervi in gioco e iniziare!


Articolo originale di Dayna Winter, tradotto da Maria Teresa Cantafora.
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