Festa del papà: imprenditori e commercianti italiani si raccontano

Festa del papà: imprenditori e commercianti italiani si raccontano
Festa del papà: imprenditori e commercianti su Shopify si raccontano

Buona festa del papà! Quest'anno abbiamo voluto intervistare sei papà italiani che usano Shopify e che mi hanno regalato il loro tempo prezioso per rispondere alle domande e alle miriadi di email da me mandate affinché potessi realizzare questo post.

Alcuni di loro sono già apparsi qui nelle nostre interviste o storie di successo, altri mai, uno ha scritto per noi come guest blogger, un altro è addirittura partner esperto di Shopify in Italia.

Quello che hanno tutti in comune è l'entusiasmo per il proprio lavoro e una motivazione a fare del proprio meglio, motivazione diventata ancora più forte una volta che sono diventati padri.

Queste sono le loro storie, raccontate in prima persona. 

Giorgio Minguzzi

Consulente Marketing, Podcaster, Fondatore e Host di Merita.Biz podcast

Giorgio Minguzzi papà imprenditore

Ciao Giorgio, presentati...

Mettendo da parte per un attimo il gergo che va di moda online, sono semplicemente un consulente marketing che spesso affianca gli imprenditori che hanno bisogno di orientarsi nel mare delle offerte di servizi che ci sono oggi sul mercato. Ho una grande esperienza nel mondo CRM e conduco un podcast che parla di digital transformation e di marketing digitale.

Uno dei miei primi amori è stato l’ecommerce, non ho resistito a starne lontano e recentemente ho ricominciato a fare qualche esperimento con il dropshipping.

Ho due figli che hanno ormai 3 e 5 anni.

In che modo il fatto di essere padre incide sulla tua attività?

Quando non hai figli tutti di chiedono quando ne farai e insistono nel darti i dettagli di cosa tu ti stai perdendo. Poi i figli improvvisamente arrivano (non uno, due in rapida successione) e gli entusiasti di prima iniziano a dirti quanto sarà dura e infernale la tua vita da quel giorno in avanti.

Ad ogni modo, quando ho avuto il primo figlio ho iniziato a sentire il bisogno di lasciare il mio posta da assunto a tempo indeterminato e iniziare a gestire la mia vita professionale in maniera più autonoma.

Arrivato il secondo figlio, il lavoro 8 -17 mi soffocava a tal punto che ho deciso di fare scelte coraggiose. Ora, non voglio dire che siano stati i figli a generare questa trasformazione, ma parafrasando Agatha Christie, due indizi sono una coincidenza sospetta.

E viceversa che effetto ha il lavoro che fai sul tuo essere papà?

Quando uno è giovane pensa di essere diverso dai propri genitori. Passa tutta l’adolescenza a contestarli e a sottolineare le differenze.

Poi invecchiando ci si accorge di essere diventati come loro. Con gli stessi difetti, con gli stessi pregi. Buffo no?!

Così cerco di non fare cose che non vorrei facessero i miei figli quando saranno grandi.

Cosa pensano i tuoi figli del tuo lavoro?

I miei figli sono piuttosto piccoli. Per ora solo il grande mostra qualche interesse in quel che faccio ma solo perché può vedere i cartoni animati nel mio secondo monitor e sedersi sulla poltrona da ufficio accanto alla mia.

Come riesci a conciliare vita privata e lavoro?

Non la concilio! Con due figli piccoli chi ha più una vita privata?
L’unico spazio che mi sforzo di mantenere è una sera a settimana in cui mia moglie e io usciamo.

Penso sia molto difficile vivere in equilibrio zen, specialmente quando hai in lancio diversi progetti che assorbono molte energie e due figli che richiedono molte attenzioni. La verità è che tutti noi facciamo del nostro meglio per conciliare un po’ tutto quello che ci rende felici. Qualche volte ci si riesce anche, ma non sempre.

Quale consiglio daresti ad altri padri che vogliono diventare imprenditori?

L’unica cosa che posso consigliare è di pensare bene allo scopo per cui voglio fare questo salto. Si dice “il lavoro nobilita l’uomo”, ma non credo sia del tutto corretto. Credo piuttosto che sia lo scopo per cui lavoriamo a nobilitarci.

Risorse e strumenti di lavoro di cui non potresti fare a meno?

Non mi separerei mai dalla mia contact list. Tutti gli altri strumenti cambiano, vivono di mode e hanno i loro periodo di gloria e di oblio.

La verità è che tutti noi facciamo del nostro meglio per conciliare un po’ tutto quello che ci rende felici. Qualche volte ci si riesce anche, ma non sempre.

Giorgio Minguzzi

Iacopo Pecchi

Esperto Shopify, socio minoritario di Sintra Digital Business, neo-papà. 

Iacopo Pecchi

Ciao Iacopo, presentati...

Laurea in informatica, sassofonista per hobby da una vita, persona solare.
Passato lavorativo a Firenze, Milano, Venezia e infine Arezzo.
Una fantastica famiglia composta da me, Arianna ed il piccolo Pietro di 3 mesi.
Dal 2017 sono socio minoritario di Sintra Digital Business.

In che modo il fatto di essere padre incide sulla tua attività?

Premetto che sono sia padre che imprenditore, ovvero business partner di Sintra, da soli 3 mesi, quindi la mia esperienza è limitata a questo piccolo lasso di tempo.
Dalla nascita di Pietro, il primo cambiamento è stato nelle priorità; ovviamente un figlio va in prima posizione "senza passare dal via" e questa cosa, che può sembrare spaventosa per chi non ha figli, per me è fantastica.

Pietro, il mio bambino, è diventato il chiodo fisso della mia giornata; pensate al fatto che la mattina lo lascio più piccolo e la sera lo ritrovo cresciuto (sia in altezza, che in tutine) ...o pensate ai messaggi scambiati con la mia compagna, mentre lei si trova a casa e io al lavoro, che mi fanno vedere che Pietro ha fatto la sua prima esperienza (ad esempio ha scoperto le sue mani ed ha iniziato a mangiarsele).

Infine c’è la parte di essere genitore, ovvero che Pietro dipende da me; questo mi da una certa carica e ancora più voglia di fare bene nel lavoro.

E viceversa che effetto ha il lavoro che fai sul tuo essere papà?

Prima di tutto ha impatto sul tempo che io passo con la mia famiglia; ovvero, il lavoro "ruba tempo" al nostro stare assieme.

Dall’altra parte c’è il fatto che avere un figlio mi da ancora più motivazione nel fare parte di una società e nel poterla fare crescere; questo perché mi fa sentire di essere sulla strada giusta per poter dare a mio figlio quello che i miei genitori hanno dato a me; parlo di possibilità di studio e possibilità economiche (e qua mi scuso se sono banale e poco d’impatto sul web).

Cosa pensa tuo figlio del tuo lavoro?

Gli ho fatto la domanda la scorsa domenica mattina appena alzati e la sua risposta è stata: “Prrr...uhee, auu.”
Per adesso utilizza 3 consonanti e solamente 3 vocali…su questo ci dovremo lavorare meglio 😉

Come riesci a conciliare vita privata e lavoro?

Quando si è presi nel fare una cosa e la si fa con passione, vita privata e lavoro sono sempre un po’ mescolati l’un con l’altra, ovvero al lavoro si pensa alla vita privata e a casa, durante il weekend, si ha sempre la testa su qualche nuovo progetto, su un problema irrisolto…
 
Fare sport è una soluzione, ma che non risolve in pieno. Personalmente quello di “portare i pensieri a casa” è un mio difetto che cerco di migliorare; nei momenti più stressanti utilizzo tecniche di meditazione o come adesso va di moda, di “mindfulness”, ovvero quelle tecniche per riuscire a liberare la mente e staccare per poi riprendere in modo più riposato ed efficace.

Quando si è presi nel fare una cosa e la si fa con passione, vita privata e lavoro sono sempre un po’ mescolati l’un con l’altra.

Iacopo Pecchi

Quale consiglio daresti ad altri padri che vogliono diventare imprenditori?

Adesso ho 36 anni e se guardo nel mio passato quello che ho sempre fatto è stato di pensare sulle varie scelte da fare e poi “buttarmi nel vuoto”, poiché come tutti sappiamo a molte scelte si può rispondere solo vivendole, semplicemente poiché la ragione non arriva a prevedere il futuro. Quindi la mia risposta è: “Salta nel vuoto”.
 
Detto questo però, prima di saltare è sempre bene prendere la calcolatrice e fare i conti economici (che assieme al famoso business plan) per verificare che siano in grado di tenere in piedi l’impresa almeno in un arco futuro dei 2 anni; per ultimo, avere la famosa strategia di fuga - o ancora di salvezza -  nel caso in cui le cose possano andare in modo diverso da come si voglia.

Andando nello specifico, ritengo che importantissime siano le relazioni personali e commerciali, che sono il “carburante” di una società; fondamentale è avere soci/partner con i quali sia possibile avere confronti costruttivi anche nel caso di opinioni divergenti.

Risorse e strumenti di lavoro di cui non potresti fare a meno?

  • Da anni utilizzo il sistema operativo Ubuntu che mi permette di fare le cose più velocemente;

  • Chrome e tutta la suite Google drive che mi permette di avere sempre a disposizione i documenti;

  • EverNote che mantiene tutti gli appunti e “il come fare le cose”;

  • Il famoso KeePassx per tutti gli accessi e password;

  • PhpStorm nei rari momenti di sviluppo codice;

  • La documentazione Shopify sempre a portata di mano. 

Enrico Casati

Co-founder di Velasca, papà

Enrico Casati papà imprenditore

Ciao Enrico, presentati e raccontaci in che modo il fatto di essere padre ha inciso sulla tua attività.

Sono diventato papà a settembre 2016, quindi ad attività già avviata da 3 anni, e devo dire che è stata la decisione migliore! L'inizio di ogni progetto ti assorbe al 200% nel tentativo di costruire un'azienda che da un lato abbia un fatturato adeguato a sostenere i costi e dall'altro lato che abbia dei processi in essere da non dipendere dalla tua costante presenza fisica e mentale. 
 
Ci vuole tempo, ma alla fine Velasca nel 2016 presentava già entrambe le caratteristiche e mi ha permesso di vivere questo grande cambiamento nella mia vita nel migliore dei modi.
 
Oltre alla gioia immensa di avere una bambina, il cambiamento ha portato anche una necessaria crescita e maturazione personale (spero). Sento personalmente di essere più efficace nel focalizzarmi sui progetti che contano veramente, senza dover seguire ogni singolo input che coglie la mia attenzione.

E viceversa che effetto ha il lavoro che fai sul tuo essere papà?

Mi è sempre piaciuto lavorare, e in particolare cerco sempre di avere degli stimoli intellettuali che mi portano alla risoluzione di problemi. Non direi che questo sia cambiato con la nascita di Elodie. 
 
Tuttavia, direi che il maggior impatto che Velasca abbia avuto sulla mia vita personale sia avvenuto attraverso i tanti insegnamenti e lezioni professionali, applicabili anche alla sfera di vita personale. Uno dei più grandi è la convinzione che i migliori risultati arrivino solamente dopo tanto lavoro (olio di gomito) e tanta preparazione. 
 
Se dovessi riassumere in due parole sarebbero: intraprendenza e tenacia.

Cosa pensa tua figlia del tuo lavoro?

Elodie ha solo 1 anno e 5 mesi quindi non ha ancora ben capito, o forse sa tutto ma non me lo dice 😉

Come riesci a conciliare vita privata e lavoro?

Faccio il massimo per avere un sano equilibrio, anche se la mia compagna Michelle dice che lavoro troppo e che non riesco a pensare ad altro che a Velasca. Non è facile, soprattutto quando tieni così tanto alla buona riuscita di un progetto imprenditoriale è praticamente impossibile separare vita privata e lavoro.

Quale consiglio daresti ad altri padri che vogliono diventare imprenditori?

I padri che vogliono diventare imprenditori sono avvantaggiati: sanno già cosa vuol dire mettere qualcun altro davanti a tutto. Un progetto imprenditoriale a cui tieni veramente è molto simile, solamente traslato nel mondo del lavoro!

Risorse e strumenti di lavoro di cui non potresti fare a meno?

In Velasca usiamo diversi software che sono diventati ormai standard nelle nostre procedure interne. Ne menziono qui sotto alcuni, ma potrei andare avanti all'infinito:

Marco Putelli

Marco Putelli papà imprenditore

Ciao Marco! Presentati...

Sono papà (separato) di Ginevra, una bellissima bambina di 10 anni.

Ho 49 anni e nel 2013, dopo 20 anni come manager nel mondo delle attrezzature fitness, ho deciso di cambiare completamente la mia vita.

L’illuminazione mi è arrivata con il libro di Chris Anderson “Makers”. Era in arrivo una nuova rivoluzione industriale. Ho pensato ad un mercato di nicchia in forte espansione, e da appassionato mi sono buttato nel mercato del Running. Da prima coltivando la mia community su Facebook (Rock Run Roll  che oggi conta 60 mila followers).

Dopo avere analizzato i bisogni dei Runners ho capito che mancava un prodotto “fashion” soprattutto nel mondo della calza tecnica.

È così che ho iniziato a stampare calze a compressione graduata, avvalendomi di una produzione italiana che mi fornisce prodotti certificati e di alta qualità che possiamo produrre neutri e lavorare in stampa in un momento successivo. In questo modo è nato 69socks.com, un sito dove scegliere tra centinaia di design diversi e dove l’utente può personalizzare il prodotto in ogni dettaglio.

Da subito ho utilizzato Shopify. Mi ha dato la possibilità di avere un sito professionale ed efficace senza sapere nulla di codici.
Creo prodotti su ordinazione in una nicchia precisa e tutto questo grazie a Shopify che ormai è un compagno di lavoro giornaliero.

Credo che l’unico modo per combattere i giganti del mercato sia la personalizzazione dei prodotti e un ritorno alla creatività. In questo mia figlia è fondamentale, stare con lei mi ha aiutato a cambiare la mia visione e a diventare più creativo. 
La mia è una micro-attività famigliare, siamo solo in due, io e mia sorella Melissa. Piccoli ma agguerriti 😉

In che modo il fatto di essere padre incide sulla tua attività?

Forse ho già risposto sopra: è un ritorno alla creatività. In questo mia figlia è fondamentale, perché stando con lei cambia la mia visione, e io divento più creativo. 

E viceversa che effetto ha il lavoro che fai sul tuo essere papà?

Uguale: sono diventato un papà più creativo.

Cosa pensa tuo figlia del tuo lavoro?

Mia figlia è felice. Ci facciamo un sacco di magliette e adesso mi sta aiutando in un nuovo prodotto: un diario per i Runner. Un ritorno alla carta contro il proliferare delle app 😉

Come riesci a conciliare vita privata e lavoro?

Ho il laboratorio a casa per cui non è un problema, concilio perfettamente.
Quale consiglio daresti ad altri padri che vogliono diventare imprenditori?
Di esserne molto sicuri…perché è per sempre. 
Risorse e strumenti di lavoro di cui non potresti fare a meno?

Daniele Verzè

Managing Partner di PepeGusto.com

Daniele Verzè

Ciao Daniele, presentati...

Marketing Manager di professione, propongo l'eccellenza italiana in tavola per passione, con il mio store PepeGusto.com. Ho una bimba di 7 anni, Elide, e un bimbo di 2, Adalberto.

In che modo il fatto di essere padre incide sulla tua attività?

La mia attività è dettata dai tempi e dalla pianificazione, in modo da conciliare gli impegni lavorativi con le attività extra scolastiche dei figli.

E viceversa che effetto ha il lavoro che fai sul tuo essere papà?

Essendo un libero professionista, riesco a gestirmi con anticipo gli impegni lavorativi e non.

Cosa pensano i tuoi figli del tuo lavoro?

Lo adorano, perché ogni giorno hanno un prodotto nuovo da provare, toccare...degustare e criticare. Spesso organizziamo visite alle aziende che ci invitano per avere un contatto diretto con i produttori, cosa a cui noi teniamo particolarmente, quindi per loro è un modo per scoprire nuove cose.

Come riesci a conciliare vita privata e lavoro?

Cercando di ricavandomi dei momenti da passare con la mia famiglia, staccando il più possibile la mente dal lavoro anche se è molto difficile, perché comunque in qualsiasi parte d'Italia visitiamo prestiamo attenzione ai prodotti tipici enogastronomici. I nostri clienti sono molto esigenti, di conseguenza il lavoro di "ricerca e degustazione" non si interrompe mai.

Stacchiamo completamente quando tutti ci dedichiamo al giardino di famiglia che stiamo creando con gli anni...lì abbiamo modo di parlare delle bellezze della natura che anno dopo anno ci riservano nuove sorprese.
Il nostro giardino è un viaggio… da preparare, da vivere, da godere intensamente, passo dopo passo, per scoprire nuove emozioni e riappropriarsi del proprio tempo.

Quale consiglio daresti ad altri padri che vogliono diventare imprenditori?

La vita del papà imprenditore è molto difficile, dettata da incontri, scadenze, nuove opportunità, però è molto affascinante perché ti permette di ricavarti del tempo per stare con la famiglia, utili soprattutto per staccare la mente e rigenerare i neuroni.

Risorse e strumenti di lavoro di cui non potresti fare a meno?

Ho due strumenti inseparabili: il MacBook (mi permette di essere sempre online) e la Moleskine (per i miei appunti di viaggio, gli obiettivi, i pensieri, le note, le to-do list). 

    Denis Brighi

    Co-founder di Project Ares, papà

    Denis Brighi, Project Ares

    Ciao Denis, presentati e raccontaci come il fatto di essere padre abbia inciso sulla tua attività.

    Essere padre è una enorme responsabilità. Mi pone davanti un doppio obiettivo come uomo: portare avanti un'azienda che ho contribuito a creare dal nulla e allo stesso tempo crescere mio figlio e la mia famiglia.

    C'è una forte analogia tra crescere un figlio ed un'azienda.

    In che modo il fatto di essere padre incide sulla tua attività? 

    La parola chiave è pazienza: quella che serve ad un padre nello spiegare mille volte al proprio bimbo cosa è bene e cosa non lo è, ha sviluppato in me la virtù di saper aspettare, seminare per raccogliere i frutti del proprio lavoro a tempo debito.

    E viceversa che effetto ha il lavoro che fai sul tuo essere papà?

    Il mio lavoro mi porta a imparare e a crescere molto, sotto diversi punti di vista. Mi spinge continuamente fuori dalla mia comfort zone, a confrontarmi con un mondo in costante evoluzione, e che a volte non ragiona secondo logiche razionali. 
    Allo stesso tempo, come ogni padre, devo costantemente imparare a seguire mio figlio nelle sue fasi di crescita. Anche lui mi spinge continuamente fuori dalla mia comfort zone, e ovviamente è troppo piccolo per ragionare secondo logiche razionali.

    Cosa pensa tuo figlio del tuo lavoro?

    Il mio bimbo al momento è troppo piccolo per capire che lavoro faccio.
    Quello che vorrei (e quello per cui lavoro) è che fra 20 anni mio figlio sia orgoglioso di me, almeno l'1% di quanto io lo sono di mio padre.

    Come riesci a conciliare vita privata e lavoro?

    Credo che se non ci fosse a fianco a me una persona così straordinaria come Elisa, la mia vita privata sarebbe un inferno!
    Lei è la mia memoria e il mio braccio destro, sempre pronta a sostenermi nei momenti difficili e al mio fianco nei successi. Grazie infinite Ely!

    Quale consiglio daresti ad altri padri che vogliono diventare imprenditori?

    Un saggio nel primo giorno della mia azienda mi disse: "Preparati, stai andando in guerra!"  
    Un padre, come un imprenditore, è già abituato a lottare, senza limiti di campo né orari. La sfida consiste nel raddoppiare la posta in gioco. E l'impegno, ovviamente!

    Risorse e strumenti di lavoro di cui non potresti fare a meno?

    Più che di risorse e strumenti, parlerei di persone di cui non posso fare davvero a meno.

    Se da una parte ho cercato una persona fantastica al mio fianco nella vita privata, dall'altra ho scelto un socio incredibilmente acuto. Come si dice in gergo, la skill del team building è fondamentale.

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    Concludo augurando una buona festa del papà a tutti i nostri lettori, ma in particolare a mio padre, il primo imprenditore che abbia mai conosciuto, e che mi ha insegnato l'etica del lavoro e a credere sempre in me stessa. 
     


    Which method is right for you?Note sull’Autore - Giulia Greco è caporedattrice e responsabile di marketing per Shopify in Italiano. Traduttrice ed esperta di localizzazione, vive a Toronto da 15 anni e da 15 anni non beve un caffè espresso degno di questo nome.

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