Da dove nascono le buone idee (e come averne di più)

Da dove nascono le buone idee (e come averne di più)

Come trovare delle buone idee

Sembra che le buone idee vengano fuori all’improvviso, come “fulmini a ciel sereno”.

A volte, capita di trascorrere gran parte della giornata in cerca della giusta ispirazione, senza trovarla.

Oppure, succede di fare brainstorming riempiendo un’intera pagina di idee, senza che valga la pena di sfruttarne nessuna.

E poi, ci sono volte in cui la nostra “musa ispiratrice” decide inaspettatamente di visitarci con un’idea brillante, nel cuore della notte, mentre siamo a letto. E, se non ci alziamo per annotarla, rischiamo di scordarla per sempre.

Essere in grado di generare un flusso costante di buone idee è molto importante in diversi campi e soprattutto per chi è un imprenditore, un creativo, un artigiano o si occupa di marketing.

Ad oggi, ancora non sappiamo esattamente cosa inneschi la creatività e il processo di ideazione. Ma una cosa è certa: è possibile progredire, arrivando a produrre costantemente delle buone idee.

Ma, prima di tutto… come vengono in mente le idee?

Non sbattendo la testa sul tavolo, questo è sicuro.

Prima di parlare del processo di ideazione, dobbiamo capire cosa sia davvero un’idea.

Quando si parla dell’origine delle idee, si tende ad abbracciare una di queste due teorie, secondo Elizabeth Gilbert, autrice di “Mangia, Prega, Ama”:

  1. Le idee nascono da un vero sforzo mentale. È unicamente grazie alla forza di volontà e alla concentrazione che vengono in mente le idee, in un percorso costellato di tentativi ed errori. Questo può risultare frustrante, poiché tutto dipende dallo sforzo di colui che pensa.
  2. Le idee provengono da forze al di fuori del nostro controllo. In tempi antichi e ancora oggi, si tende a immaginare che una sorta di musa o spirito creativo, aleggiando su di noi, sia in grado di possederci ed instillarci delle buone idee. È una teoria più astratta - e anche un po’ “scomoda”, a pensarci bene - sul processo di ideazione.

In un certo senso, la verità sta in una combinazione tra le due teorie: la mente elabora tutti gli stimoli assorbiti dal mondo esterno e, dall’insieme dei vari fattori, scaturiscono le idee.

Si potrebbe essere portati a credere che le idee provengano dall’emisfero destro del cervello; eppure, non è così.

In realtà, i diversi stadi del processo creativo coinvolgono più parti del cervello; e la corteccia prefrontale gioca un ruolo preponderante nella scoperta spontanea e libera di nuove relazioni tra i vari concetti.

La creatività è il processo tramite cui si collegano tra loro esperienze, concetti e brandelli di conoscenza raccolti.

Questo tema è ricorrente in molte storie di invenzioni e scoperte.

L’idea del velcro nacque quando George de Mestral, un ingegnere svizzero, di ritorno da un’escursione in montagna notò dei piccoli fiorellini rossi attaccati ai suoi pantaloni e al pelo del suo cane. Notò la loro forma, circolare e dotata di uncini, e pensò alla possibile applicazione di quel modello nella vita reale, per fissare insieme degli oggetti. Oggi, la sua invenzione è usata per la chiusura delle scarpe e addirittura dalla NASA. 

Inoltre, probabilmente conoscete la storia di Sir Isaac Newton; secondo quanto si dice, egli pervenne a teorizzare la legge di gravitazione universale dopo aver osservato una mela cadere da un ramo, collegando questo fenomeno alle sue conoscenze in campo fisico e matematico.  

Una delle cose più belle del processo di ideazione è il modo in cui riusciamo a creare qualcosa di nuovo dall’elaborazione di ciò che già esiste; e ciò semplicemente assemblando concetti già esistenti, ma in un’ottica nuova.

Le parole “gatti” e “cappelli”, prese da sole, non esprimono concetti particolarmente originali. Ma mettetele assieme, e vi ritroverete tra le mani un’idea piuttosto nuova, che viene cercata oltre 14.000 volte al mese su Google (“cappelli per gatti”); così, un concetto apparentemente banale diventa una potenziale idea di business.

buone idee processo di ideazione

Per la maggior parte, sembra che le grandi invenzioni siano frutto puramente del caso. Eppure, coloro che devono essere creativi ogni giorno per sbarcare il lunario sono la prova vivente del fatto che è possibile avere buone idee anche “a comando”.

I quattro stadi dell’ideazione consapevole

Il processo creativo si può forse capire meglio grazie al modello delineato da Graham Wallis, suddiviso in quattro fasi:

  1. Preparazione: si definisce il problema, si delineano le necessità e si raccolgono delle informazioni.
  2. Incubazione si da alla mente il tempo di elaborare l’idea e di lavorare sulle diverse combinazioni tra tutti gli elementi raccolti nello stadio di preparazione.
  3. Illuminazione: coincide col momento in cui si esclama “ci siamo!”, intravedendo un’idea che potrebbe funzionare.
  4. Verifica: si valida l’idea, verificando che soddisfi tutte le necessità delineate durante la fase di preparazione.

Se un’idea non supera la fase di verifica, allora occorre riprovare, ripartendo dallo stadio di incubazione o di preparazione.

Chiunque sia quotidianamente alle prese con questioni di problem solving creativo ha probabilmente già affrontato questo processo, senza saperlo.

Tuttavia, prendere consapevolezza di queste fasi e applicare tecniche che agevolino il processo di ideazione, rende più efficienti e costanti nel trovare buone idee.

1. Preparazione: armatevi di informazioni

Più informazioni possedete, più possibilità avrete.

In questa fase, bisogna capire le carte che si hanno in mano e le regole del gioco.

In sostanza, dovrete individuare con certezza il vostro obiettivo. State cercando di ideare uno slogan che attiri l’attenzione? State provando a guadagnare del denaro extra?

È proprio qui che dovete iniziare a porre i limiti che vi saranno utili nello stadio della verifica: di quanto denaro disponete? Qual è il vostro limite di tempo? A quale pubblico si rivolge la vostra idea?

Rendete il vostro problema il più concreto possibile, così potrete iniziare a lavorare a ritroso, partendo da lì. Ad esempio: “voglio guadagnare € 1000 per fare due mesi di vacanza”; oppure “voglio raggiungere 10.000 nuovi proprietari di gatti con una campagna pubblicitaria per le vacanze”.

State affrontando un problema relativo alla vostra attività o al business che desiderate avviare? Un’analisi SWOT può aiutarvi a fare un’analisi completa, considerando tutti i potenziali vantaggi e svantaggi, sia interni che esterni.

Analisi SWOT buone idee imprenditoriali

Anche la ricerca ha un ruolo chiave in questa fase

Una buona ricerca ha inizio con domande che aiutino a raccogliere le informazioni mancanti.

Prendete nota delle informazioni di cui avete bisogno (in modo che guidino la vostra ricerca) e usate internet come alleato:

  • Cercate su Google per scoprire di più sul vostro problema e sugli argomenti correlati.
  • Usate Google Trends per scoprire gli argomenti del momento e gli ultimi trend.
  • Utilizzate Reddit per ottenere le risposte alle vostre domande, buttando un occhio sulle discussioni che potrebbero rivelarsi utili.
  • Fate domande o trovate le risposte su Quora.
  • Cercate soluzioni già esistenti al problema, e come le idee siano state messe in atto.

In teoria, questo processo potrebbe andare avanti all’infinito, per cui cercate di arrivare al passo successivo il prima possibile.

Il processo creativo è caotico: se non trovate delle buone idee, insistete su questa prima fase.

2. Incubazione: collegate i punti fino a che non si forma un’immagine

Non sto procrastinando: sto elaborando la mia idea.

Sembrerebbe quasi una scusa per non combinare nulla... Invece, è la ragione per cui a volte, quando ci allontaniamo da un problema, all’improvviso ci viene in mente la soluzione.

Nello stadio di incubazione, facciamo un passo indietro rispetto al problema e a tutti i dati raccolti nella fase preparatoria; così, diamo alla nostra mente la possibilità di fare dei collegamenti.

Accettate il fatto che questo stadio possa avvenire sia passivamente che attivamente. Se non riuscite a produrre nulla di buono, non sentitevi in colpa perché state facendo una pausa o vi state occupando di altro; infatti, questa condizione può portarvi direttamente al prossimo stadio, come scoprirete tra poco.

Alcuni modi per stimolare la creatività

Nell’attesa di avere buone idee, potreste e dovreste riscaldarvi i “muscoli creativi” in alcuni dei modi seguenti:

  • Scrittura libera. Scrivete del vostro problema. Annotate ogni singolo pensiero e idea senza preoccuparvi della grammatica o dello spelling, o del fatto che abbia senso oppure no. Non è solo un buon modo di riscaldarvi; il cervello è molto abile nel trovare collegamenti, per cui, nel disordine delle parole, potrebbe capitarvi di scoprire qualcosa di interessante.  
  • Disegnate una mappa mentale. Scrivete il vostro problema al centro di una lavagna bianca o di un foglio; poi iniziate a raggruppare le idee insieme, disegnando delle vere e proprie linee dove potrebbero esservi collegamenti tra gli argomenti. Usate un pezzo di carta o uno strumento gratuito come Coggle.
  • Fate una lista e delineate il procedere dei vostri pensieri. Usando Workflowy  (gratuito), un foglio o un documento Google, create uno schema strutturato in punti, con la possibile soluzione; poi dividete i punti in gruppi, sottogruppi e via discorrendo.
  • Create un diagramma di Venn: disegnate due o più cerchi che si intersecano per creare un diagramma di Venn; potete usarlo per esprimere differenze (parte isolata di ogni cerchio) e punti in comune (rappresentati dalla parte centrale, dove i cerchi si sovrappongono). Questo schema è utile soprattutto per ideare analogie e pensare a modi creativi di spiegare qualcosa.
  • Lanciate l’idea a qualcun altro: due teste ragionano meglio di una. Esponete il vostro processo di risoluzione del problema a qualcuno di cui vi fidate e applicate la vecchia regola del miglioramento, “Si, e…” per inseguire ogni pensiero fino a dove arriverà, invece di rifiutarne alcuni troppo presto.

Avere tante idee aiuta ad avere buone idee

A questo punto, è molto più importante la quantità delle idee della qualità che esse possono avere. In questo stadio, non esistono “cattive idee”. Non si sa mai quale genere di collegamento può ispirare un’idea; e in ogni caso questo esercizio prepara la vostra mente allo stadio successivo.

3. Illuminazione: “catturate” le idee che vi entusiasmano

Quando inizia a piovere, non smette più... specialmente durante un brainstorming.

Ecco il “momento eureka!”, la parte che tutti non vediamo l’ora di vivere. È il momento in cui, folgorati da un lampo di ispirazione, abbiamo un’idea.

A volte, questi momenti di illuminazione diventano il punto di partenza della storia di inventori e imprenditori.

Arrivano come un diluvio di intuizioni, spesso quando meno ce lo aspettiamo. E per una ragione. Il cervello è più pronto ad avere questi flash quando il lobo frontale non è completamente impegnato. Fare le faccende di casa o altri compiti che lascino libera la mente può essere un buon metodo per distrarsi dal problema in esame, lasciandolo decantare finché non giunge l’ispirazione.

Ad ogni modo, quando il lampo di genio colpisce, cercate di catturare il più possibile ciò che la vostra mente “vede”, soprattutto quando entra nel vivo dell’idea. Momenti simili sono passeggeri, per cui è meglio sfruttarli in pieno, seguendo fino in fondo la scia dell’ispirazione.

Molti imprenditori e persone di successo tengono un diario delle idee a portata di mano per momenti come questi. Spesso si tratta di un libretto o di una app apposita, come Evernote, Trello o Google Keep. In ogni caso, dovrebbe essere qualcosa da poter sempre tenere con voi.

4. Verifica: valutate e perfezionate la vostra idea

"Fate dei buchi" nella vostra idea e controllate se continua a galleggiare.

Durante questo stadio, l’ultimo, controllerete se le idee che vi sono venute in mente soddisfino realmente i requisiti necessari.

In questa fase, non mirate solo all’oggettività. Fate pure l’avvocato del diavolo e sollevate le questioni più difficili. Accettate il fatto di dover accantonare delle idee, se non dovessero essere conformi alle vostre necessità o se non doveste riuscire ad adattarle in modo che funzionino.

A questo punto, è anche importante vedere come la vostra potenziale idea sia già stata sviluppata. Le idee davvero originali sono incredibilmente rare, ma non è necessariamente un difetto.

Dando un’occhiata a come sono state messe in atto idee simili, potrete capire dov’è che serve riprendere schemi già esistenti e dove no, recependo ciò che funziona e migliorandolo se è possibile. D’altra parte, nel marketing è comune attingere nuove idee dai concorrenti o persino da aziende che operano in altri settori.

La mancanza di certezza vi spaventa e vi allontana da un’idea, che vi sembra “fuori dal comune” ed eccessivamente stravagante? Allora, ricordate le parole di Seth Godin:

In un mercato affollato, uniformarsi agli altri significa fallire. In un mercato vivace, non distinguersi è come essere invisibili.

Il vostro obiettivo primario ha a che vedere con l’attirare e mantenere l’attenzione della gente? Allora, diverso può essere sinonimo di buono, purché si allinei ai bisogni del vostro pubblico.

Accogliete sia la creatività inattesa che quella programmata

Per quanto ci sforziamo, non riusciremo sempre ad attingere alla nostra creatività quando ne abbiamo bisogno; avere delle buone idee non è come aprire un rubinetto. Possiamo tentare di sconfiggere la procrastinazione o trovare trucchi per restare più concentrati; ma ci saranno sempre delle volte in cui non riusciremo a controllare il processo creativo.

Per quanto molti insistano ancora sul concetto dei “momenti più creativi della giornata”, di fatto, i creativi più famosi realizzano i loro lavori in fasce orarie molto diverse.

L’unico vero tratto in comune tra le persone creative è che tendono ad affidarsi a una routine per incrementare il loro estro.

personaggi famosi e buone idee

Clicca sull’immagine per vederla in versione interattiva (via Podio).

Che voi siate creature notturne o tipi mattutini, fate in modo di sfruttare al meglio le ore in cui siete più ispirati, rendendo la creatività un’abitudine.

Invece di copiare la routine di ogni persona di successo, imparate ad immergervi nella vostra.

La creatività è più simile a un muscolo che al pozzo dei desideri.

Non è qualcosa che può esaurirsi. Piuttosto è qualcosa che nutriamo ed esercitiamo, e spingiamo oltre i limiti, per renderla ogni volta più forte. Mettetela da parte e si atrofizzerà ed indebolirà.

Ogni esperienza contribuisce ad un processo creativo più forte. Più stimoli sperimenterete e più spesso li collegherete in modi intelligenti, più migliorerete nel trovare buone idee.

Per cui, leggete e imparate un po’ di tutto e trovate modi creativi di esprimervi, che si tratti di scrivere, disegnare, fare rap freestyle o qualunque altra attività che vi incoraggi a combinare concetti in modo nuovo.

Fate in modo che l’ispirazione arrivi nuovamente

Di certo esistono geni creativi per natura; ma chiunque può essere creativo e diventarlo ancora di più. Basta integrare creatività e processo di ideazione nella vita di ogni giorno.

Se la creatività fosse davvero una forza inaffidabile, non ci sarebbero artisti, scrittori, attori comici, YouTuber o imprenditori di professione. Queste persone hanno integrato il processo creativo nella loro vita, vivendo, respirando, e accogliendo quotidianamente il processo di ideazione. E sono in grado di far sì che l’ispirazione arrivi di nuovo, due, tre o più volte, finché ne hanno bisogno e anche di più.

Tuttavia, la sola nascita di un’idea non porta a molto. Né il processo creativo termina quando le buone idee si iniziano a mettere in atto. La creatività entra in gioco anche quando si da forma all’idea e la si porta in vita.

Anzi, è proprio lì che inizia il vero divertimento…!

Avete dei trucchi da suggerire per stimolare il processo creativo e la capacità di generare regolarmente buone idee? Condividetele nei commenti qui sotto.


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Which method is right for you?Note sull’Autore - Giulia Greco è caporedattrice e responsabile di marketing per Shopify in Italiano. Traduttrice ed esperta di localizzazione, vive a Toronto da 15 anni e da 15 anni non beve un caffè espresso degno di questo nome. Articolo originale di Braveen Kumar, tradotto da Maria Teresa Cantafora.

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