Qual è la sfida imprenditoriale più dura che avete affrontato?

Qual è la sfida imprenditoriale più dura che avete affrontato?

Qual è la sfida imprenditoriale più dura che avete affrontatoNoi di Shopify utilizziamo costantemente i social media per dialogare con i commercianti e con i lettori sul loro percorso imprenditoriale. Recentemente, vi abbiamo chiesto quale sia la sfida imprenditoriale più dura che avete affrontato da quando avete avviato la vostra attività.

L’esito del sondaggio è riportato nel tweet qui sotto, da cui risulta che:

  • Il 36% ha avuto difficoltà finanziarie (“Le finanze non sono infinite”).
  • Per il 23%, gli impegni lavorativi hanno annullato la vita sociale (“Addio vita sociale”).
  • Un 14% ha trovato difficoltà con le assunzioni del personale (“Assumere è complicato”).
  • E infine, ben il 27% ha trovato difficile capire quando fare dei cambiamenti (“Sapere quando adeguarsi”).

Avendo ricevuto molte risposte interessanti, vogliamo continuare a parlare di questo argomento. Per iniziare, prendiamo in considerazione le sfide elencate nel sondaggio.

1. “Le finanze non sono infinite”: la sfida economica

Nel mondo del business, è diffusa la convinzione che occorrano i soldi per fare i soldi. L'accesso ai fondi e al capitale certamente aiuta. Ma arrendersi a cliché e detti comuni è una facile scappatoia per giustificare il fatto di non prendere mai delle iniziative.

I costi per avviare un'impresa sono in costante diminuzione. Ora più che mai esistono escamotage e metodi per testare sul mercato nuove idee di prodotto senza dover fare investimenti rischiosi e irreversibili.

Ovviamente, ciò non facilita l'accesso ai finanziamenti; tuttavia, offre il modo per convalidare un business mantenendo ragionevoli i costi operativi.

Se l'accesso diretto ai fondi è importante, altrettanto importante è la capacità di affrontare le convinzioni autolimitanti sul denaro. La “sindrome da oggetti luccicanti”, ad esempio, è spesso la peggior forma di procrastinazione imprenditoriale; e può costarvi molto cara in termini di tempo e denaro.

Ecco alcuni principi per rimanere focalizzati a livello finanziario:

  • Non siate precipitosi. Le nuove imprese non hanno necessità di pianificare pensando al lontano futuro. Basta che progrediscano nell’immediato. Dovreste preoccuparvi di pianificare a lungo termine solo dopo essere sopravvissuti alla sfida iniziale e aver trovato conferme dal pubblico circa la validità del vostro business.
  • Non lasciate che degli acquisti frivoli diventino un ostacolo. Esiste una cosa di cui credete di aver bisogno? Non è detto che vi sia realmente necessaria. Evitate di spendere prematuramente in gratificazioni frivole. Ad esempio, non saranno dei biglietti da visita costosissimi a determinare il successo della vostra impresa.
  • Controllate le vostre finanze, per avere il controllo del vostro futuro. Il commercialista può essere un consulente fidato, ma non è il vostro direttore finanziario. In ultima analisi, siete voi i responsabili delle vostre scelte economiche; e ciò vi richiede di avere un minimo di competenza finanziaria.

2. “Sapere quando adeguarsi”

Marc Andreessen ha scritto (in realtà rivolgendosi principalmente alle società di software), che “in un grande mercato, con molti potenziali clienti, è il mercato stesso a chiedere un certo prodotto alle start up”.

È normale che una nuova azienda debba percorrere una strada in salita per realizzare le prime vendite. Ma ciò che intende Andreessen è che un buon mercato è sempre legato ad una domanda preesistente.

Dovreste convincere i clienti ad acquistare un prodotto e non un “problema”. La vostra azienda dovrebbe proporre un prodotto o un servizio che il pubblico già desidera.

Se trovate troppa resistenza, ponetevi delle domande:

  • il vostro prodotto corrisponde a quello che il pubblico desidera?
  • le vostre campagne di marketing affermano ciò che il pubblico vuole sentirsi dire?

Il problema può risiedere nel prodotto o nel modo in cui esso è proposto; in ogni caso, la soluzione passa attraverso la comprensione del mercato.

Se le cose non funzionano, potreste dover prendere l’ardua decisione di chiudere o vendere l’attività. Entrambe le eventualità costituiscono una preoccupazione per ogni imprenditore. Tuttavia, c’è anche un lato positivo: eliminare ciò che non funziona crea spazio per nuove opportunità.

3. “Addio vita sociale”: la sfida è trovare l’armonia

Ricercare un equilibrio tra lavoro e vita privata è ammirevole. Ma spesso agli imprenditori — impegnati a farsi strada faticosamente nel mondo del business —, è richiesto di riuscire a trovare l’armonia.

Avrete vinto la sfida, trovando l’armonia tra lavoro e vita privata, quando il vostro lavoro si adatterà perfettamente alla vita che volete vivere. Non dev’essere un “gioco a somma zero”, dove i due elementi sono in equilibrio perfetto. Piuttosto, aspirate a sentirvi soddisfatti di come trascorrete il tempo, indipendentemente da quanto ne dedichiate al lavoro e quanto alla vita privata.

Potete trovare l’armonia anche facendo dei sacrifici e anche quando raggiungere un vero “equilibrio” è un sogno irrealizzabile. La cosa migliore è fare un bilancio, assicurandovi che il ritmo a cui state procedendo, vi porti ad ottenere risultati positivi e produttivi a lungo termine.

"Lavorate quando siete al lavoro e svagatevi nei momenti di svago. Non giocate sul lavoro né lavorate quando dovreste svagarvi. Allenatevi a restare concentrati sull'obiettivo". —David Cancel, CEO di Drift

Talvolta potete aver bisogno di una vacanza o di un momento per voi stessi, lontano dalla vostra attività. “Armonia” significa non sentirvi in colpa in questi casi, ma sapere come inserire svago e relax nella vostra routine.

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4. “Assumere è complicato”

Ogni impresa — artigianale o meno — è una creazione del suo fondatore, che l’ha ideata, avviata e costruita.  Perciò, può essere emotivamente difficile introdurre del personale che contribuisca alla sua gestione. Questo specialmente per chi non ha mai guidato un team di persone.

L'ansia inizia a salire, all'idea di lavorare con altri: “Avranno cura dell’attività come ne ho io? Si preoccuperanno dei dettagli? I clienti noteranno (forse con disappunto) che non sto più gestendo tutto da solo?”

A queste domande si aggiungono i dubbi riguardo al rapporto con il nuovo assunto: “Sarò un buon leader? Sarò in grado di portare questa persona al successo ora e in futuro?”.

Noi cerchiamo sempre di ricordare agli imprenditori che un aiuto temporaneo o di un collaboratore indipendente può essere il primo passo per delegare a terzi una parte del lavoro, senza fare assunzioni a tempo pieno. Lavorare con i freelancer è un discorso a sé; ma è molto più facile correggere la rotta, quando si collabora con un esperto su base part time.

Magari vi state preparando al lancio di un prodotto, state pianificando una nuova campagna di marketing o semplicemente vi sentite schiacciati dal lavoro nel periodo delle feste… Insomma, non mancano le opportunità per sperimentare i vantaggi dell’avere un aiuto, prima di fare assunzioni a tempo pieno.

Avete mai affrontato una sfida imprevista?

Troppo spesso, le fonti a cui si ricorre per imparare sembrano offrire solo “conversazioni a senso unico”. Potreste pensarlo anche del post che state leggendo ora.

Ma il nostro obiettivo è raccogliere i consigli migliori su come avviare, sviluppare e gestire un negozio online redditizio.

Ogni percorso imprenditoriale è unico e, al tempo stesso, gli imprenditori affrontano difficoltà simili. Il modo migliore per ricevere consigli può essere quello di condividere i dubbi sulla sfida che state affrontando con una comunità di persone che vi possa capire.

💬 Quindi, continuando con il nostro sondaggio: qual è la sfida più dura che avete affrontato dal momento del lancio della vostra attività?


Which method is right for you?Note sull’Autore - Giulia Greco è caporedattrice e responsabile di marketing per Shopify in Italiano. Traduttrice ed esperta di localizzazione, vive a Toronto da 15 anni e da 15 anni non beve un caffè espresso degno di questo nome. Articolo originale di Gregory Ciotti, tradotto da Maria Teresa Cantafora.

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