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Funnel marketing: come ottimizzare il funnel di conversione

Come ottimizzare un funnel di conversione

Il funnel di conversione è un elemento essenziale di ogni strategia di funnel marketing. Ma di cosa si tratta esattamente? Immaginate questa scena: riempite un secchio d’acqua da un pozzo, lo portate verso casa e durante il tragitto l’acqua inizia a fuoriuscire. Ci sono alcuni forellini all’interno del secchio! Più vi avvicinate a casa, più il livello dell'acqua scende. Quando arrivate ne è rimasta poca, sicuramente meno di quella che avreste potuto portare con un secchio perfettamente sano.

Questa è la metafora di un funnel di conversione, cioè il tragitto che i visitatori compiono dall'arrivo sul vostro negozio fino all'acquisto.

In un sito web di ecommerce, il percorso tipo potrebbe essere questo: Pagina di categoria > Pagina prodotto > Aggiunta al carrello > Check-out. Ovviamente si tratta di un’estrema semplificazione, e quando si tratta di funnel marketing, ogni funnel è diverso dall’altro. E con tutta probabilità avrete più di un funnel nel vostro sito.

A ogni passo l’acqua esce dal secchio, come i visitatori escono dal funnel — e tutto a causa di quei fastidiosi forellini.

Dunque cosa pensate di fare? Meglio percorrere il tragitto di corsa per cercare di portare più acqua a casa? O dedicarvi a riparare il secchio una volta per tutte?

Se avete optato per la seconda soluzione, congratulazioni! Avete la mentalità giusta per ottimizzare i funnel di conversione all'interno della vostra strategia di funnel marketing, e sfruttare al meglio il traffico del vostro sito web.

Cos'è il funnel marketing? Significato e definizione

Per ottimizzare il vostro funnel di conversione, prima di tutto cerchiamo di capire cos'è il funnel marketing. Per funnel marketing, si intende l'insieme delle strategie attuate per trasformare un visitatore occasionale del vostro negozio in un cliente fedele e pronto a promuoverlo con altre persone.

Quali sono le fasi del funnel marketing?

Il funnel marketing può essere diviso in cinque fasi principali:

  • Awareness: in questa prima fase, il potenziale cliente viene a conoscenza del vostro brand, ad esempio tramite pubblicità sui social network o risultati dei motori di ricerca.
  • Consideration: conosciuta anche come fase decisionale, il cliente mostra interesse verso il brand e desidera saperne di più. Il vostro obiettivo è mantenere acceso nel cliente questo interesse, ad esempio coinvolgendolo con tecniche di storytelling.
  • Desire: in questa fase, il cliente valuta l'acquisto e dovrete convincerlo a passare alla fase successiva, ad esempio offrendo un codice promozionale per il primo ordine sul vostro negozio.
  • Action: il cliente intende completare l'acquisto e il vostro obiettivo, come analizzeremo in questo articolo, sarà ottimizzare il percorso di conversione che lo porterà al check-out.
  • Loyalty: in questa fase finale, l'obiettivo è fidelizzare il rapporto con i clienti e trasformarli in un clienti fissi, pronti ad effettuare acquisiti ricorrenti e promuovere il vostro negozio con altri utenti.

Ora che abbiamo analizzato cos'è il funnel marketing e quali sono le fasi del funnel marketing, scopriamo come ottimizzare il funnel di conversione.

Come trovare le “perdite” nei vostri funnel di conversione

In questo articolo su come ottimizzare un funnel di conversione all'interno della vostra strategia di funnel marketing, faremo riferimento ai report di Google Analytics. Google Analytics è uno strumento di analisi gratuito e accessibile a tutti: ecco perché scegliamo di utilizzarlo per mostrarvi degli esempi. Tuttavia, chi di voi ha un negozio Shopify dispone di ulteriori report e dati analitici.

Su Google Analytics ci sono tre report che possono aiutarvi a individuare le “falle” e ottimizzare un funnel di conversione:

  • Rapporto visualizzazione canalizzazione (Conversioni > Obiettivi > Visualizzazione canalizzazione). Questo è il report più semplice. Vi dà una panoramica visiva del vostro funnel in base all'obiettivo selezionato.
  • Rapporto flusso obiettivo (Conversioni > Obiettivi > Flusso obiettivo). Questo report vi mostra in modo più dettagliato il percorso verso la conversione. Inoltre, è più flessibile del precedente, perché vi permette di utilizzare segmenti avanzati e confrontare intervalli di date.
  • Rapporto di percorso inverso per l’obiettivo (Conversioni > Obiettivi > Percorso inverso per l’obiettivo). Questo report vi mostra i vostri funnel attuali. Scoprirete funnel di cui non conoscevate l’esistenza. Essenzialmente, vedrete le tre pagine visitate prima della conversione.

Esaminate questi report e chiedetevi: “Quali sono i punti dove i visitatori lasciano più spesso i funnel?” Queste sono le “falle” che dovete provvedere a riparare per ottimizzare un funnel di conversione e, allo stesso tempo, migliorare la vostra intera strategia di funnel marketing. Se volete migliorare il vostro tasso di conversione, capite come chiudere queste falle per mantenere più visitatori all’interno dei funnel.

Grazie ai report sopra indicati dovreste essere in grado di individuare rapidamente le aree problematiche all’interno dei vostri funnel.

Quindi, come riparare le proverbiali perdite?

“Di Dio ci fidiamo, tutti gli altri portino i dati”.

Come affermato da W. Edwards Deming: “Di Dio ci fidiamo, tutti gli altri portino i dati”. Il primo step è condurre una ricerca quantitativa e qualitativa per scoprire perché le falle esistono e qual è il modo migliore per chiuderle.

Più vi trovate avanti in un funnel, maggiore sarà l’impatto delle falle che riuscite a riparare. Un piccolo aumento del tasso di conversione porta risultati notevolmente maggiori se interessa la parte finale del funnel. Proprio per questo, per ottimizzare un funnel di conversione spesso è una buona idea lavorare a ritroso, iniziando dalla parte finale e andando verso quella iniziale.

Come condurre una ricerca quantitativa

Una ricerca quantitativa è numerica e oggettiva. Mira a scoprire “cosa” sta dietro al comportamento dei vostri visitatori e clienti. In tema di ottimizzazione del tasso di conversione, la ricerca quantitativa si riferisce solitamente a uno dei seguenti metodi:

  1. Analisi tecnica
  2. Analisi approfondita
  3. Moduli
  4. Mappe di calore

1. Analisi tecnica

Se il vostro negozio non funziona bene, non genera abbastanza conversioni. Questa è una regola assoluta.

È facile pensare che tutti abbiano la versione più recente del vostro browser o sistema operativo preferito. Ma la realtà è più complessa. Se avete un iPhone X nuovo di zecca, qualcun altro potrebbe ancora utilizzare un Motorola Razr del 2005.

L'analisi tecnica tiene conto dei diversi tipi di visitatori e acquirenti, e comprende principalmente tre aspetti:

Test sui vari browser e dispositivi

Si tratta della procedura per assicurare che il vostro negozio funzioni correttamente sul maggior numero possibile di browser e dispositivi. E non è un’operazione da poco. La difficoltà sta nel fatto che i vari browser e dispositivi hanno molte versioni, ed è davvero frequente ignorare i promemoria di aggiornamento. Quindi, non potete dare per scontato che tutti stiano usando l'ultima versione.

Per accelerare il processo potete usare uno strumento come BrowserStack e il vostro strumento di analisi preferito. Con Google Analytics, ad esempio, potete esplorare due rapporti chiave: Pubblico > Tecnologia > Browser e sistema operativo e Pubblico > Dispositivo mobile > Dispositivi. Passate dalla visualizzazione “Dati” alla visualizzazione “Confronto” per paragonare tra loro i risultati relativi ai diversi tipi di browser e dispositivi. Assicuratevi di effettuare il confronto nell'ambito della stessa tipologia (ad esempio, da Android ad Android, da Chrome a Chrome).

Ecco un esempio:

Report browser Google Analytics
Usare Google Analytics per ottimizzare un funnel di conversione

Dall’angolo in alto a destra potete notare che è attiva la visualizzazione “Confronto”, e che la metrica di confronto selezionata è il completamento di un acquisto (“Purchase completed”). Quello che vedete è l’elenco delle versioni più popolari del browser Chrome per il vostro negozio, con la percentuale di conversioni per ciascuna versione.

Report di questo tipo vi aiutano a stabilire delle priorità per testare i vari browser e dispositivi. Potete iniziare dai browser e dispositivi più popolari e più problematici (sempre con riferimento al vostro negozio).

Ottimizzazione per i dispositivi mobili

Il mobile è un mondo a sé stante. È importante tenerlo a mente. Gli utenti da desktop e da mobile hanno esigenze e gusti completamente diversi. Tutto cambia: le intenzioni, le motivazioni e i contesti. Una buona esperienza da mobile non è un'esperienza desktop su uno schermo più piccolo; è una buona esperienza da mobile, punto e basta.

Ottimizzazione della velocità di caricamento

Secondo Google, il tempo medio per il caricamento completo di una landing page mobile è di 22 secondi. Eppure il 53% dei visitatori da mobile abbandona le pagine che richiedono più di tre secondi per l’upload. Se il vostro sito web è troppo lento, perderete i visitatori ancora prima di poter promuovere le vendite. Usando Google Analytics, potete identificare le pagine lente attraverso il rapporto su Comportamento > Velocità del sito > Tempi delle pagine. Una volta individuate le pagine lente, analizzatele con PageSpeed Insights per ottenere suggerimenti su come aumentare la loro velocità.

2. Analisi approfondita

Se utilizzate i report e dati analitici di Shopify, potete essere certi che la configurazione sia corretta. Ma che dire di strumenti come Google Analytics, che richiedono una configurazione da parte vostra? Sareste sorpresi di quanto sia facile configurare in modo sbagliato uno strumento di analisi. Prima di immergervi nei dati analitici, chiedetevi:

  • Sto raccogliendo tutti i dati di cui ho bisogno?
  • Posso fidarmi dei dati che sto raccogliendo?
  • Il tracciamento è in qualche modo interrotto o non corretto?

Ricordate: se le vostre analisi sono imprecise o incomplete, le decisioni che prenderete in base ad esse saranno errate e, in ultima analisi, inutili.

Una volta certi dei vostri dati, potrete immergervi al loro interno per capire meglio il comportamento di visitatori e clienti. Ecco cosa tenere a mente per orientarvi tra i dati:

Iniziate con una domanda o un problema

Ronald Coase una volta disse: “Se torturate i dati abbastanza a lungo, confesseranno tutto”. In altre parole, se vi addentrate nell'analisi dei dati con supposizioni e preconcetti, troverete qualcosa a loro sostegno, purché cerchiate bene. Per evitare questa trappola, possibilmente iniziate con una domanda a cui rispondere o con un problema da risolvere. Per essere sicuri che la domanda o il problema valgano il vostro tempo, chiedetevi cosa farete con la risposta o la soluzione. Se non riuscite a definire chiaramente gli step successivi, probabilmente non vi siete posti la domanda o il problema giusto.

"Se torturate i dati abbastanza a lungo, confesseranno tutto."

Iniziate dai punti dove si trova il maggior valore

I dati a portata di mano sicuramente non vi mancano, indipendentemente dallo strumento di analisi che utilizzate. Quindi, come ottenere il massimo valore il più rapidamente possibile? Iniziate da pagine ad alto traffico e con poche conversioni (es. un vecchio articolo del blog) o a basso traffico ma con molte conversioni (es. il check-out). L'ottimizzazione di queste pagine per la conversione avrà un impatto maggiore.

Sistemate i link non funzionanti

I “broken link” portano a errori 404, che sono pessimi sotto due aspetti: user experience e SEO. Più siete veloci a identificare e correggere i link non funzionanti con il vostro strumento di analisi meglio è. Su Google Analytics, ad esempio, potete trovare i broken link attraverso il rapporto Comportamento > Contenuti del sito > Tutte le pagine. Cercate il titolo della vostra pagina 404 (es. “404 Page Not Found”) e selezionate il titolo della pagina come dimensione principale nell'angolo in alto a sinistra.

Cliccando su “404 Page Not Found” (titolo che può variare per ogni sito), troverete un elenco di URL che restituiscono un errore 404. Potrete quindi usare il menu a tendina Dimensione secondaria nell'angolo in alto a sinistra per selezionare Acquisizione > Percorso referral. Questo report vi mostrerà gli URL che rimandano il traffico alla vostra pagina 404. Il procedimento è utile se volete chiedere a queste fonti di traffico di indirizzare a un’altra pagina.

La ricerca interna del sito è una miniera d'oro

Se avete una ricerca interna sul vostro sito web, siete seduti su una proverbiale “miniera d'oro”. Ogni volta che i visitatori effettuano una ricerca, vi svelano cosa vogliono e se li aiutate effettivamente a ottenerlo. Su Google Analytics, ad esempio, potete usare il rapporto Comportamento > Ricerca su sito > Termini di ricerca per scoprire queste informazioni.

Il report vi mostrerà un elenco dei termini di ricerca più popolari. Tutto quello che dovrete fare è guardare la metrica Tempo dopo la ricerca per verificare se accontentate i visitatori. Quando gli utenti trovano quello che cercano, il tempo trascorso sul vostro sito dopo la ricerca sarà elevato. In caso contrario, sarà basso. Se il tempo dopo la ricerca è basso per un termine popolare, avete trovato un'opportunità: magari si tratta di un prodotto che i clienti cercano e che potete offrire sul vostro sito web.

La segmentazione è fondamentale

La segmentazione dei dati analitici ha un valore inestimabile. Più sono i modi in cui riuscite a segmentare i dati, più sono le informazioni che potete ricavare. Se non l'avete ancora fatto, date un’occhiata al nostro articolo sui segmenti di Google Analytics. Il concetto è sempre applicabile, qualsiasi strumento di analisi utilizziate.

3. Analisi dei moduli

Se avete un modulo sul vostro sito, che si tratti del check-out form o di un semplice modulo di lead generation, consideratelo un importante punto di conversione. Un modulo consiste in un'interazione, in uno scambio tra voi e il visitatore o il cliente. Più conoscete questa interazione e l'attrito ad essa associato, meglio è.

Uno strumento di analisi dei moduli come Formisimo può aiutarvi a rispondere a domande importanti, come ad esempio:

  • Quali campi del modulo causano più messaggi di errore?
  • Quali sono i campi che gli utenti esitano a riempire?
  • Ci sono campi che gli utenti lasciano vuoti anche se sono obbligatori?

Potete utilizzare i dati per ridurre l'attrito e ottimizzare un funnel di conversione.

4. Mappe di calore

Le mappe di calore sono rappresentazioni visive dei dati. In esse, i valori sono rappresentati dai colori. La maggior parte di questi tool mostra i valori alti attraverso i colori caldi (rosso, arancione, giallo) e i valori bassi attraverso i colori freddi (blu, verde).

Esistono due principali tipologie di mappe di calore per l'ottimizzazione del tasso di conversione:

  • Mappe dei clic o “click map”. L’utilità delle mappe che registrano i clic è a volte sopravvalutata. In realtà, queste mappe sono ideali per segnalarvi i punti dove i visitatori pensano di trovare dei link. In altri termini: su quali elementi cliccano i visitatori ritenendo erroneamente di trovare un link? Una volta scoperta questa informazione potete aggiungere dei collegamenti a tutti gli elementi che ne sono privi, per migliorare l’esperienza utente.
  • Mappe degli scroll o “scroll map”. Le mappe che registrano gli scroll sono effettivamente un po' più utili. Possono aiutarvi a evidenziare i messaggi più importanti, specialmente sulle pagine di categoria e di prodotto. Ad esempio, se la vostra scroll map passa improvvisamente dal rosso al blu considerate di usare dei segnali visivi (come una freccia) per far sì che i visitatori continuino a scorrere verso il basso. In alternativa, spostate i messaggi più importanti al di sopra del “punto di abbandono” della pagina.

Come condurre una ricerca qualitativa

Una ricerca qualitativa è esplorativa e soggettiva. Mira a scoprire “perché” i vostri visitatori e clienti hanno un certo comportamento. Con riferimento all’ottimizzazione del tasso di conversione, la ricerca qualitativa si riferisce solitamente a uno dei seguenti metodi:

  1. Sondaggi on-site
  2. Interviste ai clienti
  3. Sondaggi per i clienti
  4. User testing
  5. Session replay

1. Sondaggi on-site

Probabilmente avete già familiarità con i sondaggi on-site. Compaiono mentre navigate sui vari siti web, invitandovi a rispondere a una domanda veloce. Ad esempio, ecco un sondaggio on-site di Asics, che chiede all’utente cosa ne pensa dell’esperienza generale sul sito web, offrendo la possibilità di indicare un punteggio:

Sondaggio on-site di Asics
Usare i sondaggi on-site per ottimizzare un funnel di conversione

Esistono due principali tipologie di sondaggi on-site:

  1. Exit survey. Questi sondaggi si attivano quando il visitatore mostra l'intenzione di lasciare il sito web, ad esempio passando il mouse sulla barra delle applicazioni del browser. Sono mirati ad acquisire un feedback e a chiedere delle informazioni al visitatore prima che vada via.
  2. On-page survey. Questi sondaggi si attivano quando il visitatore arriva su una pagina — subito, oppure dopo un certo tempo (es. 30 secondi). Sono mirati ad acquisire un feedback e a chiedere delle informazioni al visitatore mentre sta ancora navigando.
Grazie ai sondaggi on-site potete raccogliere dati utili in concreto. La cosa migliore è usarli per individuare quali sono i punti di attrito sul vostro sito web.

Nell'esempio di Asics che abbiamo visto sopra, ai visitatori viene chiesto di valutare la loro esperienza con un punteggio di massimo 10 punti. Sarà difficile per il reparto marketing di Asics estrarre dati significativi dai risultati del sondaggio. Emergerà se in generale le performance del negozio sono buone o meno, ma il sondaggio non sarà utile a identificare gli attriti. Quindi non contribuirà a migliorare l'esperienza del negozio.

La richiesta Asics è di natura quantitativa (numerica). Ma i sondaggi on-site funzionano meglio quando sono utilizzati “qualitativamente”, cioè ponendo domande a risposta aperta che permettono di fornire dettagli e spiegazioni.

Ecco alcuni suggerimenti di domande a risposta aperta, focalizzate sull'attrito:

  • Qual è il motivo per cui hai visitato il nostro sito?
  • Sei stato in grado di portare a termine ciò che volevi?
  • Se la tua risposta è no, perché?
  • C'è qualcosa che ti lascia perplesso?
  • Hai delle domande irrisolte?

I sondaggi on-site offrono i migliori risultati quando:

  • Ponete una domanda a risposta aperta
  • Ponete una domanda con risposta sì/no e chiedete una spiegazione o un approfondimento dopo l’invio

2. Interviste ai clienti

Mettervi al telefono e parlare con i clienti è qualcosa di insostituibile. Meglio ancora se potete incontrarli di persona.

Esistono un milione di domande che potete porre ai clienti per capire davvero chi sono e perché comprano da voi. L'importante è affrontare le interviste essendo pronti e ben attrezzati per scoprire delle informazioni.

Ecco come fare:

  • Rivolgetevi alle persone giuste. Non tutti i clienti sono uguali. Spesso si ottengono le migliori informazioni dai clienti recenti, dai clienti abituali e dai clienti inattivi. In base alla domanda a cui state cercando di dare una risposta o al problema che state cercando di risolvere, decidete a quale gruppo di clienti rivolgervi.
  • Ponete le domande giuste. Non c'è un elenco standard di domande da porre ai clienti. Cercate di fare domande brevi e aperte. Prestate attenzione a lasciare da parte pregiudizi e supposizioni. Prima di porre domande sulle soluzioni che fornite, assicuratevi di comprendere il problema che i vostri clienti stanno vivendo. Spesso, le domande più acute in un’intervista sono quelle incentrate sui problemi, e non sulle soluzioni. Infine, oltre a porre domande potete fare altro, come coinvolgere i clienti in giochi di ruolo, dimostrazioni di prodotto, ecc.
  • Documentate correttamente le interviste. Gli appunti possono essere utili, ma assicuratevi anche di registrare le interviste. Successivamente potrete farle trascrivere da uno dei vari servizi di trascrizione presenti online. Mentre conducete l’intervista registrate l’audio, girate dei video e scrivete appunti. Nel caso dei colloqui di persona, meglio se vi fate aiutare da un assistente. È difficile stabilire una connessione con la persona interessata e interagire mentre ci si preoccupa anche di documentare tutto.

Dopo le interviste, rivedete i materiali raccolti e riflettete su ciò che avete appreso. È utile formulare un’ipotesi prima dell’intervista, per poi poterla confermare o smentire dopo aver indagato.

3. Sondaggi per i clienti

Con i sondaggi on-site è possibile porre una o due domande ai visitatori del sito. Invece, i sondaggi completi vi permettono di porre ai clienti recenti varie domande.

Creando un sondaggio per i clienti, ponete l’attenzione su questi aspetti:

  • Chi sono i vostri clienti?
  • Quali sono i loro problemi prima e dopo l'acquisto nel vostro negozio?
  • Quali esitazioni avevano prima dell'acquisto?
  • Con quali parole o frasi descrivono il vostro negozio e i vostri prodotti?

Il modo migliore per trovare delle risposte è inviare il sondaggio agli acquirenti recenti e alle prime armi, che non hanno avuto rapporti precedenti con voi.

Prima di analizzare le risposte, cercate di ottenere la risposta al sondaggio da circa 200 clienti. Questa è una semplice regola empirica, non una regola assoluta. Vi permette di identificare tendenze e modelli senza dover vagliare una quantità eccessiva di dati.

Ecco alcune domande che dovreste considerare di porre nel vostro sondaggio per i clienti:

  • Chi sei?
  • Per cosa utilizzi questo prodotto?
  • Qual è il problema che risolve questo prodotto?
  • Cosa ti piace di più del prodotto?
  • Hai considerato delle alternative?
  • Perché hai scelto questo prodotto rispetto ai prodotti concorrenti?
  • Qual è la cosa che rischiava di distoglierti dall’acquisto?
  • Qual è stata la tua più grande preoccupazione o esitazione acquistando in questo negozio?

Come avrete notato, tutte queste domande di esempio si concentrano sul valore del vostro prodotto o sull'attrito percepito prima dell'acquisto. Più elementi riuscite a conoscere su questi due aspetti meglio è per riuscire a ottimizzare un funnel di conversione. Infatti si tratta di fattori di conversione critici.

Potete anche sottoporre i sondaggi ai clienti abituali o a quelli inattivi, ma i nuovi clienti, quelli al primo acquisto, sono di solito il miglior punto di partenza.

4. User testing

Lo user testing consiste nell’osservare persone reali che cercano di eseguire dei compiti sul vostro sito descrivendo ad alta voce i loro pensieri e le loro azioni.

Si tratta di un processo utile, perché probabilmente siete troppo vicini al vostro negozio per riconoscerne i difetti e le debolezze. Guardare qualcuno che non riesce a destreggiarsi con il vostro negozio può essere mortificante, ma è anche illuminante.

Quando eseguite lo user testing, assegnate ai partecipanti almeno tre compiti:

  • Un compito generico. Ad esempio: “Trova un videogioco che ti piace e che prenderesti in considerazione di acquistare”.
  • Un compito specifico. Ad esempio: “Trova un gioco per Nintendo Switch da 40-50 € e aggiungilo al carrello”.
  • Il completamento di un funnel. Ad esempio: “Acquista un articolo che ti va di comprare”.

Se utilizzate uno strumento per lo user testing, probabilmente avrete accesso alle registrazioni delle sessioni in cui gli utenti portano a termine i compiti assegnati. Saranno loro stessi a leggere e completare i compiti, senza il vostro intervento.

Se organizzate una sessione di user testing dal vivo, concentratevi sul guardare e ascoltare attentamente. Controllate in anticipo con l'aiuto di un collega che le istruzioni siano perfettamente chiare. Evitate di chiedere opinioni personali o risposte a domande sui compiti durante la sessione.

5. Session replay

Le “session replay” sono simili alle sessioni di user testing, ma in questo caso visualizzate persone reali con soldi veri che hanno davvero intenzione di acquistare i vostri prodotti. Siete in grado di osservare i visitatori reali mentre navigano sul vostro sito, senza la narrazione.

Cosa hanno difficoltà a trovare? In quali punti si fermano spesso? Dove si sentono frustrati? Quali elementi sembrano confonderli? In quali punti abbandonano il sito?

Le session replay richiedono un'eccellente capacità di prendere appunti. Mentre guardate le sessioni, replay dopo replay, prendete nota dei comportamenti ricorrenti e delle imperfezioni evidenti che riuscite a scoprire.

Guardare i visitatori, che hanno poca familiarità e dimestichezza con il vostro negozio, vi aprirà gli occhi.

Prestate particolare attenzione alle pagine e ai punti del funnel di conversione dove i visitatori hanno costanti problemi. Anche piccoli miglioramenti apportati qua e là possono rivelarsi fondamentali per ottimizzare un funnel di conversione.

Fate meno viaggi al pozzo

Il vostro secchio avrà sempre delle perdite. A volte vi sembrerà di tappare un foro solo per trovarne altri due. Ma più sarete bravi a trovare e riparare le falle (e cioè a ottimizzare un funnel di conversione all'interno della vostra strategia di funnel marketing), più metterete a frutto ogni vostro viaggio verso il pozzo.

Non consumate le vostre energie per correre dal pozzo verso casa, ovvero per inviare visitatori in un funnel che perde. Piuttosto concentratevi sul mantenere in buone condizioni il secchio. Per questo servirà una manutenzione costante. Ma almeno l’acqua nel secchio (il vostro investimento) porterà buoni frutti.

Illustrazione di Luca D’Urbino.

Articolo originale di Shanelle Mullin, tradotto da Maria Teresa Cantafora.


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Domande frequenti sul funnel di conversione

Cos'è il funnel marketing?

Il funnel marketing è un processo che viene implementato da brand e negozi con l'obiettivo di trasformare i visitatori occasionali in clienti fissi. Si articola in cinque fasi principali: Awareness, Consideration, Desire, Action, Loyalty.

A cosa serve il funnel marketing?

La funzione del funnel marketing è quella di attirare nuovi potenziali clienti sul vostro negozio, convincerli a finalizzare l'acquisto e successivamente trasformarli in clienti fissi.

Qual è la differenza tra funnel marketing e funnel di conversione?

Il funnel di conversione è parte integrante del funnel marketing: consiste nell'ottimizzare il processo che porterà il cliente a finalizzare l'acquisto, rendendolo più fluido, ottimale e semplice possibile.
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